Coop, finita l’ispezione: «Nessuna irregolarità»

La Regione non ha rilevato anomalie nella gestione. «Intatto» il patrimonio Marchetti: soddisfatti, ora Cernuta risponda ai soci per i danni prodotti
Foto BRUNI Trieste 27 05 2011 Torri d'Europa
Foto BRUNI Trieste 27 05 2011 Torri d'Europa

Nessuna irregolarità nell’attuale gestione delle Cooperative operaie. Il patrimonio di oltre 41 milioni di euro è «intatto e tutelato». Lo dice il verbale redatto dopo l’ispezione straordinaria che la Regione ha effettuato su bilanci e operato delle Coop. Lo comunica la società, che ha ricevuto il documento dal Servizio cooperazione della Direzione centrale. Nei tre mesi di ispezione - precisano le Coop – «abbiamo reso disponibili tutti i documenti aziendali. L'esito libera le Coop da qualsiasi illazione emersa sulla base di dichiarazioni del socio Adeo Cernuta» che aveva additato scarsa trasparenza e si era rivolto al Tribunale per avere l’elenco dei soci.

In oltre 40 pagine - precisano le Coop - «la Regione sottolinea come non ci siano irregolarità nei bilanci, il regolamento elettorale sia corretto, le assemblee di giugno regolari». Il prestito sociale è «correttamente conteggiato sul bilancio ordinario e non sul consolidato; le società partecipate hanno ragione di esistere, in relazione alla razionalizzazione e accorpamento delle controllate e partecipate della Cooperativa». «Tutte le scelte strategiche – spiega il direttore generale Coop Pier Paolo Della Valle - sono state ritenute corrette e legali». Sull’«entità del patrimonio Coop e il ruolo del bilancio consolidato della società, la Regione dimostra come le nostre tesi siano corrette», e «infondate e fuorvianti» quelle di Cernuta. Per la Regione il patrimonio si mantiene «sostanzialmente integro» sui 41.509.910 euro. Il bilancio consolidato «tiene conto globalmente di risultati e patrimonio di tutte le società del gruppo, ma non è una semplice sommatoria delle informazioni delle varie società, bensì frutto di una sintesi opportunamente rettificata dei singoli bilanci d’esercizio rispondenti ad esigenze diverse da quelle che sottendono la redazione del bilancio d’esercizio».

La Regione ha solo richiesto che il regolamento del prestito sociale, datato 1997, sia riapprovato dall'assemblea dei soci: «Prescrizione che adotteremo – così Della Valle – per quanto il regolamento sia stato approvato ben prima della riforma del diritto societario del 2003». Quanto alla consegna del libro soci, la Regione sostiene che va fissato un prezzo dal Tribunale, e conferma, dice Della Valle, «che non sia dovuto il deposito nella sede della Camera di commercio».

«Siamo estremamente soddisfatti» – dice il presidente Coop Livio Marchetti, che si dice però «rammaricato: un solo socio, con un gruppo che fa riferimento a partiti politici, nella stagione in cui viene rinnovato il cda» ha puntato a «screditare l’attuale dirigenza Coop, a puri fini elettorali interni. Coinvolte Regione e Procura, Revisori dei conti, ed è stato fatto un processo pubblico alle Coop. I soci hanno diritto ad avere chiara la situazione, ma qui prima si è effettuato un processo sommario, poi si sono attesi i risultati delle ispezioni».

Ma le Coop hanno affrontato «costi notevoli per gestire la “vicenda Cernuta” - dice Marchetti - e ritengo che Cernuta debba rispondere delle proprie argomentazioni di fronte a tutti i soci. Il danno di immagine alle Coop, quello economico e il tentativo di discredito – che potrebbe riflettersi anche in una diminuzione di fiducia dei soci – è notevole e perfettamente quantificabile».

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