Corteo separato del Primo Maggio a Trieste, la Digos autorizza gli impianti audio dello “spezzone sociale” dell’Usb

Risolta la diatriba che vede in campo le diverse sigle sindacali. Inizialmente alla manifestazione erano stati ammessi solo quelli di Cgil, Cisl e Uil, ora il cambio di rotta

La conferenza stampa dell'Usb di ieri (Silvano)
La conferenza stampa dell'Usb di ieri (Silvano)

TRIESTE Si chiude con una decisione di “buon senso”, per usare le parole dell’Usb, lo scontro sugli impianti audio che aveva acceso le tensioni alla vigilia del corteo del Primo Maggio, che a Trieste vede separate le sigle Cgil, Cisl e Uil in testa alla sfilata, aperta da uno striscione dei lavoratori Wärtsilä e l’Unione sindacale di base in fondo, nel cosiddetto spezzone sociale.

A Trieste corteo separato per il Primo maggio. Ed è scontro sugli impianti audio
Sasha Colautti dell’Usb all’esterno della Questura durante la conferenza stampa. Foto di Andrea Lasorte

“La nostra organizzazione è stata appena contattata dalla responsabile della Digos, dott.sa Fabretti, che ha autorizzato l'utilizzo dell'amplificazione dello "spezzone sociale", lo spezzone che raccoglie tutte le realtà antagoniste e conflittuali Triestine – si legge in una nota dell’Usb -. Un fatto importante, ovviamente non tanto per la quasi ridicola diatriba sugli impianti di amplificazione del corteo, quanto perché questa decisione della questura garantisce la pluralità che deve contraddistinguere questa giornata, che è di tutte le lavoratrici ed i lavoratori. Saremo quindi presenti in piazza con le nostre parole d'ordine, i nostri slogan e la nostra musica”.

La nota ha poi concluso: “Ribadiamo che la nostra organizzazione non potrà mai stare con chi negli ultimi 30 anni ha svenduto salario e diritti e invitiamo tutti, a partecipare allo "spezzone sociale" che colorerà le vie del centro fino a piazza della Libertà. Dobbiamo riprenderci le piazze, come in Francia, stare nei luoghi del conflitto e chiedere aumenti salariali, delle pensioni più dignitose e più tutele sociali”.

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