Cosma: «Già 10 anni fa appariva irrealizzabile»

«Sono passati circa dieci anni da quando, unico assessore comunale, votai contro la delibera presentata dall’assessore Francesco Del Sordi e appoggiata dall’allora sindaco Ettore Romoli. Spiegai ampiamente che le biciclette non potevano passare dove mamme, nonni, nipotini o amici da sempre passeggiavano tranquillamente lungo quei controviali che rappresentano una peculiarità del centro di Gorizia. Oppure, dissi, trasformiamo il tutto come nelle Ramblas di Barcellona».
A dirlo il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Sergio Cosma che interviene sul tema dell’ormai prossimo spostamento delle piste ciclabili dai controviali all’asse stradale, in corso Italia. «Forse - aggiunge il rappresentante del partito di destra - oggi ci arriviamo».
Ma il consigliere comunale vira anche su un altro tema che, in questo momento, è sulla bocca di tutti: le differenze fiscali fra Italia e Slovenia. «Da sempre affermo che non si può pensare ad una città unica (Gorizia-Nova Gorica) quando si hanno realtà diverse, costo del lavoro diversificato, tasse diverse. Gli avvenimenti di questi giorni, con le file dei nostri concittadini pronti ad attraversare il confine chiuso da tempo, per effettuare acquisti di tutti i generi, sono la dimostrazione di come la Gorizia italiana morirebbe definitivamente. Ci vogliono meno abbracci al confine e più sensibilità nazionale. A Tarvisio è diverso: gli austriaci vengono in Italia perché a loro conviene. È l’opposto di Gorizia». —
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