Cosolini “tecnico”: «La nuova giunta è figlia della crisi»

Il rimpasto tecnico di primavera. L’orso (soprannome che il sindaco Roberto Cosolini accetta ormai rassegnato vista la mole) si è risvegliato dal letargo in leggero anticipo. E con una zampata ha cambiato un terzo della squadra. Una rivoluzione che ha visto l’ingresso in giunta di tre tecnici del calibro di Franco Miracco (manager culturale in pensione), Bruno D’Agostino (ex questore ed ex capo della Digos) e Edi Kraus (imprenditore sloveno) al posto di Emiliano Edera (il “cittadino” ex Idv che tenta l’arrampicata regionale), Elena Pellaschiar (commerciante allo sbaraglio) e Fabio Omero (architetto, ex segretario e capogruppo del Pd). «Un cambio di passo» ripete Cosolini.
In realtà non si ricorda una giunta così tecnica dai tempi di Riccardo Illy. L’imprenditore del caffè aveva un’allergia congenita per i partiti quand’era sindaco. «Io non mi ispiro a modelli. Penso che i cittadini vogliono essere amministrati nel modo migliore. E questa resta la mia responsabilità».
A livello nazionale i tecnici non vanno di moda dopo un anno di governo di Mario Monti. I grillini parlano addirittura di “pseudotecnici”: perfetti per un “pseudogoverno” di una “pseudodemocrazia”. A Trieste i tecnici sono tornati in auge grazie al sindaco. Nulla di strano. È il momento storico che vede il trionfo della tecnica. «Io porto una grandissima responsabilità: credo di essere il sindaco che governa questa città nella situazione più difficile per l’amministrazione comunale dal dopoguerra a oggi. Non si è mai visto un bilancio comunale calare in modo così vistoso negli ultimi 20 anni» spiega Cosolini.
La metamorfosi tecnica della giunta cambia anche alcuni connotati dell’amministrazione: lima la quota rosa (entrano tre uomini e esce una donna) e alza bruscamente l’età media con l’ingresso di due pensionati di lusso come Franco Miracco (classe 1940) e Bruno D’Agostino (classe 1949). E, cosa non indifferente, riduce anche i costi visto che D’Agostino lavorerà per il Personale e lo Sport gratuitamente. Primo assessore “a costo zero” della giunta sempre che qualcun altro non voglia imitarlo. «I tecnici nella giunta c’erano anche prima - minimizza Cosolini -. Le scelte sono nate per avere il massimo come capacità nei campi che in questo momento mi sembrano strategici: Cultura, Economia e macchina organizzativa». E l’alleggerimento politico causato dall’uscita del “compagno” Omero? «La sua uscita non è stata una scelta politica. Capisco la sua amarezza. Sarei rimasto male anch’io al posto suo». Forse c’erano troppi architetti in giunta (oltre Omero ci sono Dapretto e Marchigiani)? «Non c’erano troppi architetti e non c’era la mancanza di appassionati di basket» scherza Cosolini. La componente cestistica esce comunque rafforzata. «Non mi risulta che la Marchigiani o la Famulari o la Martini o Laureni abbiamo condiviso esperienze di basket con me. Al massimo so che la Famulari ha giocato a pallavolo». Buona sotto rete, ma non a canestro...
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