Crisi flex Trieste, martedì il tavolo ministeriale: 350 lavoratori a rischio
Dopo la manifestazione di sabato a Trieste, l’obiettivo del tavolo è guidare vecchia e nuova proprietà e salvare i lavoratori da un potenziale esubero

«Andremo al tavolo per pretendere risposte precise sul piano industriale di FairCap e su quali strumenti il governo intenderà mettere in campo per evitare il tentato smembramento della Flex. Avremo le spalle forti della compattezza di un territorio che oggi ha dimostrato ancora una volta di esserci, di battersi per le sue aziende e in difesa dei suoi lavoratori».
Arrivati sul palco allestito in piazza della Borsa le sigle impugnano i microfoni e rinnovano la lotta sindacale al fianco dei 350 lavoratori della Flex dal destino ancora incerto. Il corteo, sabato 8 febbraio, è l’inizio e l’attenzione resta altissima.
Il prossimo tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy è convocato per martedì, dopo la repentina decisione della multinazionale americana di vendere lo stabilimento di componentistica elettronica delle Noghere al fondo tedesco FairCap.
Fondo nei confronti del quale non nutrono fiducia né il governo, né la Regione, ancora in assenza di un piano industriale concreto e con l’unica prospettiva di una sinergia con la Electro System di Imola, stabilimento di appena 35 dipendenti acquisito lo scorso aprile.
L’obiettivo del tavolo è quindi guidare vecchia e nuova proprietà e salvare i lavoratori da un potenziale esubero: sia quindi rimettere la Flex in un percorso di responsabilità ed evitare una chiusura sbrigativa della trattativa, che vincolare il fondo FairCap a un impegno chiaro sul futuro piano industriale e occupazionale da attivare a Trieste.
Governo, Regione, Comune e Confindustria Alto Adriatico lo hanno ribadito durante il corteo: ogni passo andrà studiato al millimetro e la solidarietà a lavoratori e sigle sarà l’unica strada possibile per tentare di costruire un percorso di garanzia per gli impiegati e per l’industria sul territorio.
I sindacati ripetono: al tavolo ci si siederà solo per ottenere chiarimenti e una garanzia da FairCap rispetto a un piano incentrato non sulla cessione di asset strategici, ma su occupazione e valorizzazione dello stabilimento triestino. Altre possibilità non saranno ammesse. —
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