Crisi StarTech, l’ultimatum dei lavoratori: «Ora risposte concrete»

L’assemblea dei lavoratori annuncia nuove mobilitazioni in assenza di una svolta nella vertenza 

Valeria Pace
La protesta StarTech sotto la prefettura in piazza Unità (Bruni)
La protesta StarTech sotto la prefettura in piazza Unità (Bruni)

Dall’assemblea dei lavoratori di StarTech, che si è tenuta oggi 13 luglio in mattinata, arriva l’ultimatum: ora occorrono le risposte concrete, altrimenti scatteranno nuove mobilitazioni.

Dal ceo dell’azienda - che si è sottratto all’ultimo incontro con i sindacati in cui è stato firmato un nuovo accordo di un mese di solidarietà - ma anche dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il nodo è infatti la strada si intende prendere per dare una svolta alla vertenza. Un grido che si leva dalla sala mensa, dove circa 150 dipendenti, poco meno della metà dei 320 lavoratori di StarTech, si sono riuniti, chiamati a raccolta dai sindacati, per fare il punto della situazione e per decidere come andare avanti.

StarTech, firmata la solidarietà per 320 operai ma i conti restano in rosso: lunedì l’assemblea
La protesta davanti allo stabilimento della StarTech (foto Massimo Silvano)

I segretari provinciali Chiara Lucchetto (Fiom Cgil), Alessandro Contino (Fim Cisl), Antonio Rodà (Uilm) ed Enzo Esposito (Ugl) raccontano tutti di facce scure e tese. Tra i lavoratori prevale la preoccupazione sulla rabbia.

Non si è optato per un’immediata azione dimostrativa perché si attendono due passaggi chiave. Il primo giro di boa sarà il 27 del mese, quando si vedrà se lo stipendio di luglio sarà erogato nei termini, a tutti, o solo a una quota di personale, per intero o solo parziale. I precedenti dei mesi scorsi indicano che è difficile che questo si verifichi. A quel punto le proteste non mancheranno.

StarTech di Trieste senza investitori, annullato il tavolo di crisi: «Tanti annunci ma niente fatti»
La sede della StarTech a Trieste

Altro punto nevralgico sarà quello della convocazione del tavolo di crisi al Mimit, rinviato sine die a inizio luglio per il mancato pagamento di tutte le spettanze di giugno nei termini. I sindacati auspicano che questo sia convocato entro fine mese per ricevere aggiornamenti e prospettive.

Voci di corridoio insistenti indicano come possibile data il 29 luglio, una circostanza che però non trova conferma in comunicazioni ufficiali, né con fonti istituzionali.

Mobilitazioni potrebbero avvenire in contemporanea con l’incontro a Roma per dare sostegno alla vertenza, suggerisce Rodà. Oppure, ipotizza Lucchetto, una manifestazione potrebbe scattare se la convocazione del tavolo di crisi al ministero si fa attendere.

Intanto la deputata dem Debora Serracchiani incalza: "Preoccupa il fatto che le istituzioni appaiano impotenti di fronte a una proprietà che sta facendo il gioco delle tre carte con investitori che appaiono e scompaiono". E chiede "un impegno diretto e determinato ai massimi livelli della Regione e del governo, finora mancato".

Riproduzione riservata © Il Piccolo