Croazia, capitanerie aperte anche la domenica

LUSSINPICCOLO. C’è voluta la protesta di due diportisti italiani per far capire quanto fosse assurda la decisione di chiudere le sedi delle capitanerie portuali in Croazia nelle giornate di domenica e in quelle festive. E nel bel mezzo dell’alta stagione turistica.
Circa un mese fa, il 25 giugno, Giornata dello Stato croato, due amici diportisti di Cattolica, Antonio Luca Fantacini e Guido Stefanini erano arrivati a Lussinpiccolo a bordo della loro imbarcazione. Una volta scesi dal natante si erano subito recati verso la sede della capitaneria con l’intenzione di acquistare il bollino o vignetta, la speciale tassa di navigazione.
Il bollino viene rilasciato infatti solo nelle sedi delle capitanerie e ha la durata di un anno. Una cosa che va fatta, insomma. Il bello è che i due italiani avevano trovato il portone d’ingresso sbarrato, chiuso. Non potendo credere ai propri occhi, i connazionali si erano dati da fare, protestando a Lussinpiccolo presso chi di dovere.
«Non ci è mai capitata una cosa del genere. È incredibile che nel corso della stagione diportistica, a fine giugno, la capitaneria lussignana sia chiusa – avevano detto all’epoca – ma facendo così si crea un senso di insicurezza tra gli amanti della nautica da diporto. In questo momento non sappiamo cosa fare, se restare a Lussinpiccolo oppure tornarcene a casa. Navigare senza bollino è proibito. Abbiamo saputo che anche le altre capitanerie di Istria, Quarnero e Dalmazia non lavorano la domenica e nelle giornate di festa nazionale. È una cosa assurda che va cambiata».
Le annotazioni di Fantacini e Stefanini hanno colto nel segno, il ministero croato della Marineria, Trasporti e Infrastrutture è stato costretto a reagire. E così dal dicastero è stato diffuso un comunicato in cui si ammette l’errore e si conferma che durante i mesi estivi le capitanerie saranno aperte ogni giorno, venendo incontro alle esigenze dei diportisti croati e d’oltreconfine. È stata dunque troncata una prassi che macchiava l’immagine turistica della Croazia.
Le capitanerie sono pertanto a disposizione quando ce n’è maggiore bisogno, per l’assalto di decine di migliaia di amanti del mare nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Un mese fa si era registrata anche la dura reazione del sindaco di Lussinpiccollo, Gari Cappelli: «È una vergogna per l’industria turistica nazionale. È inconcepibile avvenga qualcosa di simile, peraltro in un Paese che dice di adoperarsi a fondo a favore del settore dell’ospitalità. A Zagabria dovrebbero capire che non è importante il solo computare arrivi e pernottamenti, ma vanno risolti i problemi più grossi». E forse a Zagabria lo hanno capito.
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