Crollo al PalaRubini, tre rischiano il processo

Egidio Conte, 54 anni, Andrea Guglielmo, 36 anni e Loris Tramontin, 64 anni. Quest’ultimo è il legale rappresentante della Azalea Promotion, la società organizzatrice dell’evento di Jovanotti a Trieste. Il nome di Tramontin non era finora mai trapelato ma figurava fin dall’inizio dell’inchiesta tra gli indagati per il crollo al Palatrieste in cui è morto lo studente lavoratore Francesco Pinna. Aveva solo 20 anni. Anche per Tramontin è stato chiesto il rinvio a giudizio. Accusa: disastro e omicidio colposo. Il pm Tripani ha chiesta l’archiviazione per tutti gli altri indagati, tra cui Stefano Piscitelli, architetto, responsabile dell’ufficio tecnico chiamato a sovrintendere il buon esito della costruzione poi crollata. Il suo nome era comparso nell’avviso di conclusione delle indagini assieme a quelli di Conte e Guglielmo. Egidio Conte l’amministratore delegato della Stage System, la società incaricata della fornitura, della posa e della rimozione della struttura crollata al PalaRubini il 12 dicembre del 2012. Andrea Guglielmo è l’ingegnere incaricato della verifica statica del ground support.
Conte, Guglielmo e Tramontin compariranno in aula davanti al giudice Laura Barresi il prossimo 24 maggio.
Invece il nome dell’amministratore dell’Azalea promotion, Loris Tramontin, residente a Latisana, è stato concretamente tirato in ballo solo in questa ultima e definitiva fase delle indagini. In pratica il pm Tripani chiedendo il rinvio a giudizio ritiene che il manager, che aveva affidato le operazioni di montaggio del palco, abbia omesso di designare il coordinatore della sicurezza allo scopo di verificare l’inosservanza da parte dell’impresa Stage System (che aveva incaricato) delle norme di prevenzione degli infortuni. Più dirette invece le responsabilità riferite a Conte e Guglielmi. Conte, aveva subappaltato a due cooperative il montaggio della struttura poi crollata, senza però mettere a disposizione delle ditte i materiali e la documentazione grafica e progettuale necessaria per consentire il corretto allestimento. Guglielmo invece è ritenuto responsabile di aver erroneamente valutato i cosiddetti carichi appesi sbagliando il calcolo del coefficiente di sicurezza. E questo in assenza di un elaborato grafico, un progetto del committente che indicasse l'esatta posizione in cui i carichi dovevano essere posizionati. In sintesi la struttura del palco del PalaRubini è collassata per un eccesso di carico. Una situazione originata sia dagli errori di progettazione, che dalla carenza di indicazioni. Il pm Tripani ha sostanzialmente sposato le tesi del perito Franco Curtarello. In pratica l'implosione è stata provocata dal peso della struttura stessa e delle apparecchiature che erano state fissate ma anche soprattutto dalla progettazione non conforme. Ma anche rilevato che c’è stata un’inosservanza delle norme di prevenzione.
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