D’Agostino pronto a consegnare la lista dei Punti franchi al prefetto

Un porto non significa solo container. Anzi, a dire la verità, il container arriva e parte insalutato ospite, poco lasciando in termini di valore aggiunto allo scalo in cui transita. In grandi...
Di Massimo Greco
Lasorte Trieste 16/06/15 - Circolo della Stampa, Zeno D'Agostino
Lasorte Trieste 16/06/15 - Circolo della Stampa, Zeno D'Agostino

Un porto non significa solo container. Anzi, a dire la verità, il container arriva e parte insalutato ospite, poco lasciando in termini di valore aggiunto allo scalo in cui transita. In grandi terminal come Rotterdam il livello di automazione è elevatissimo e servono sempre meno addetti per gestire il movimento.

Un refrain che Zeno D’Agostino, commissario straordinario dell’Autorità portuale triestina, intona spesso: lo ha fatto anche ieri pomeriggio in Consiglio Provinciale, dove è stato invitato per un’audizione. Per incrementare ricchezza e occupazione in un porto, pensa e dice D’Agostino, bisogna creare opportunità di lavoro - le chiameremo manipolazione delle merci, prima lavorazione, magazzinaggio evoluto - attorno alla banchina.

Per creare tali opportunità occorrono luoghi fisici. La prossima settimana l’Ap consegnerà al prefetto Francesca Adelaide Garufi il documento che spiega come e dove trasferire i Punti franchi che la municipalizzazione del Porto Vecchio rende inutilizzabili ma che, spostati in aree da attrezzare alla bisogna, possono rappresentare l’asso nella manica per un porto che non ha grandi spazi a disposizione. Fernetti e Prosecco saranno destinati soprattutto allo sviluppo del traffico camionistico con la Turchia, Noghere e Teseco andranno reinventati per chi vorrà produrre vicino alle banchine (future).

Poi D’Agostino guarda con attenzione al Canale navigabile, altra zona candidata alla “franchigia”: «La vedo come l’area portuale al servizio dell’industria pesante dell’entroterra friulano, per esempio come supporto logistico alla siderurgia». «Già oggi - riprende - vi operano Redaelli, Frigomar, Si-Metal. Wartsila imbarca i suoi motori. Prossimamente faremo un road show a Udine e a Pordenone: se ne fanno in posti remoti, perchè non pensare di recuperare clientela a poche decine di chilometri dal porto?».

Il commissario straordinario torna al traffico turco, da oltre vent’anni uno dei perni su cui ruota l’attività portuale triestina. E’reduce da una trasferta a Vienna dove si è tenuto un convegno sulle comunicazioni tra Turchia ed Europa. Il governo turco inclina a trasporti ferroviari diretti verso la Germania, gli operatori logistici turchi ritengono che la strada migliore sia ancora il mare fino a Trieste. «Così con Samer e Parisi - dice D’Agostino - stiamo ragionando sulla creazione di nuovi spazi per il traffico camionistico turco. Non dimenticando che la Turchia sarà passaggio obbligato per i trasportatori iraniani».

Da qui alla fine dell’anno il cronoprogramma dell’Ap prevede altre tre linee prioritarie. A cominciare dalla manovra ferroviaria, per la quale D’Agostino profetizza un significativo calo dei costi «diciamo del 35%, estremamente competitivo rispetto agli altri porti italiani».

Il comitato portuale, riunitosi ieri mattina, ha recepito le prescrizioni di ordine ambientale richieste dalla Regione Fvg riguardo il Piano regolatore (Prp), che adesso sarà definitivamente approvato dalla Giunta regionale e diventerà operativo dopo sei anni di navigazione burocratica.

Terza gamba del tavolo autunnale è l’approvazione del bilancio preventivo 2016 al prossimo comitato portuale, «con numeri buoni, con un conto economico positivo e con un attivo importante».

Non imminente pare l’inizio dei lavori alla Piattaforma logistica, dove è probabile che si attenda la stagione propizia nella primavera 2016.

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