Dal 5 per mille Irpef di Gradisca Buoni pasto per gli indigenti

Dal 5 per mille centinaia di concreti gesti di solidarietà e coesione sociale. È costante, nella cittadina della Fortezza, il numero di “buoni sociali” messi a disposizione di particolari casi di difficoltà e indigenza da parte dell’amministrazione comunale grazie ai proventi delle dichiarazioni dei redditi – ma soprattutto grazie alla generosità – dei gradiscani.
Sin dal suo insediamento, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Linda Tomasinsig ha deciso di destinare a beneficio dell’area di intervento sulle nuove povertà e il disagio la quota del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche – l’Irpef – devoluta dai contribuenti. L’iniziativa, in sostanza, contribuisce a finanziare i progetti di contrasto a casi di indigenza e difficoltà attuati da Palazzo Torriani. E si è concretizzata attraverso l’acquisizione di alcuni buoni per l’acquisto di prodotti alimentari e generi di prima necessità. Ora si vedono i primi risultati di questa politica.
Con una delibera palazzo Torriani ha fissato l’andamento dell’annata Irpef di riferimento 2016, che ha fruttato circa 3.800 euro. Un andamento in linea con quello del primo biennio, quando gli introiti dell’imposta 2014 risultavano essere pari a 4.033,45 euro, e di 3.703,05 quelli relativi all’Irpef 2015. Un totale complessivo, dunque, di oltre 10.500 euro che sono diventati e diventeranno oltre un migliaio di buoni pasto da 10 euro l’uno, cui si somma una piccola spesa per Iva e commissioni, coperta sempre dal Comune. Una goccia nel mare, forse, ma grazie alla sensibilità dei contribuenti e delle attività cittadine che hanno aderito al progetto, questo risultato ha una grande valenza per tanti casi di difficoltà sempre più presenti sul territorio. Giova ricordare che il 5 per mille non è una tassa ulteriore, ma una quota Irpef che, anziché essere incassata direttamente dallo Stato, può essere riassegnata al Comune di residenza per attività sociali.
La ditta specializzata che già fornisce all’ente i buoni mensa sarà incaricata della fornitura dei pasti sociali. La loro effettiva destinazione è invece decisa dal Servizio sociale in base alle necessità e criticità accertate con un lavoro quotidiano. «L’auspicio, e il senso di questo progetto, è che sempre più gradiscani con questo piccolo gesto possano occuparsi dei loro concittadini in difficoltà», aveva spiegato l’assessore al Welfare, Francesca Colombi, in sede di lancio dell’iniziativa.
La quota si affianca, in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, al tradizionale 8 per mille a favore delle confessioni religiose, che pure il contribuente può scegliere di destinare come meglio crede. C’è però una differenza. Mentre l’8 per mille viene comunque assegnato – quando non c’è l’indicazione specifica del singolo contribuente, viene infatti suddiviso in misura proporzionale alle scelte dell’insieme dei contribuenti – la destinazione del 5 per mille deve essere esplicitamente indicata. In caso contrario, l’importo equivalente viene riassorbito all’interno della somma dovuta al fisco. L’iniziativa affianca la già corposa spesa per il settore sociale, che a Gradisca si attesta su cifre ormai consolidate. Con oltre 2 milioni di euro, è una delle voci più pesanti del bilancio previsionale del Comune. –
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