Dalla crisi ai tablet: cinema sotto assedio calati gli spettatori

TRIESTE Maggiola: profitti giù del 5%. Non ha tenuto il cinepanettone ma ora si assiste a una ripresa: sempre apprezzata la qualità
Lasorte Trieste 15/01/10 - Cinecity, Avatar, 3D
Lasorte Trieste 15/01/10 - Cinecity, Avatar, 3D

di Pierpaolo Pitich

C’erano una volta le sale dei cinema stracolme di spettatori. C’erano una volta le file davanti all’ingresso, in attesa di acquistare il biglietto per vivere un sogno che la locandina prometteva. E soprattutto, c’erano una volta a Trieste moltissime sale dedicate al grande schermo, in modo particolare quelle estive dove si poteva trascorrere un paio d’ore di relax al fresco in compagnia del proprio film preferito, per combattere i disagi della calura estiva.

E adesso? Anche il cinema, come moltissimi settori, è rimasto vittima della scure della crisi economica che sta mettendo in ginocchio il paese? E la nostra città segue l’andamento di quello che è il trend nazionale? La risposta è sì, ma con una serie di variabili di cui bisogna tener conto.

«Direi che nell’ultimo periodo abbiamo registrato un calo non particolarmente rilevante sui profitti, intorno al 5%, da imputare senz’altro alla crisi generale»: è la valutazione di Giorgio Maggiola, che gestisce le dieci sale distribuite nel polo che fa capo a viale XX Settembre e alle vie limitrofe. «Bisogna però partire da lontano - aggiunge Maggiola - perché il cinema non rappresenta, e non può oggettivamente più rappresentare, quello che incarnava negli anni Cinquanta o nei Sessanta. C’è stata, nei decenni, una trasformazione completa, culturale, generazionale. Il cinema un tempo si proponeva come uno dei pochi, se non l’unico diversivo per le giovani generazioni. Adesso esiste una concorrenza spietata dal punto di vista tecnologico. Ci sono mille modi per vedere un film, e soprattutto esistono tantissime alternative per chi vuole divertirsi. Ma ricordiamoci - avverte il gestore - che anche nei momenti di crisi, il cinema rimane comunque il divertimento meno oneroso, nonostante i fisiologici ed inevitabili aumenti del prezzo del biglietto».

Dunque c’è il peso della crisi, ma non solo. Ad allontanarsi dalle sale cinematografiche è soprattutto la generazione degli adolescenti, la fascia di età che va dai 13 ai 25 anni per intenderci. E qui la concorrenza dei vari dvd, computer, tablet, i-Pad sembra giocare un ruolo decisivo. Ma a incidere in modo piuttosto rilevante è anche la qualità del prodotto cinematografico, se è vero ad esempio che in questa stagione hanno pagato dazio i cosiddetti cinepanettoni, risultati in netto calo rispetto alle produzioni seriali delle ultime annate: segno che il genere comincia a risultare decisamente appesantito, dopo quasi trent’anni di proiezioni.

Tengono duro invece anche a Trieste i film d’azione, i thriller e i gialli, i generi insomma che appassionano le generazioni più mature. E resistono poi gli intramontabili cartoon, quelli che vanno ad attrarre principalmente il pubblico dei più piccoli. Nel corso di questo mese comunque una ripresa c’è stata, tanto che un titolo come “La Talpa”, raffinata e intrigante spy story, ha fatto registrare in alcune giornate una fila al botteghino come non accadeva da tempo. Mentre promette bene anche il cinema italiano con “Benvenuti al Nord”, il seguito del primo e fortunato film con Claudio Bisio.

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