Dalla Regione 2,5 milioni di euro per la sicurezza di Porto Buso

Progetto pronto entro settembre e lavori ultimati nel 2020. L’obiettivo è quello di consolidare la diga danneggiata dalle mareggiate



Saranno conclusi entro il 31 dicembre del 2020 gli interventi di messa in sicurezza delle opere di difesa di Porto Buso a Grado. Le opere sono finanziate dalla Regione, dal governo e dall’Ue a seguito del maltempo del 28 ottobre scorso quando la tempesta Vaia ha investito il Triveneto causando danni soprattutto in montagna con i venti di scirocco che avevano toccato anche i 200 chilometri orari in Carnia. Il punto della situazione sugli aiuti è stato fatto durante i lavori congiunti della seconda e della quarta commissione del Consiglio regionale alla presenza del vicepresidente con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi e degli assessori all’Ambiente Fabio Scoccimarro e all’Agricoltura Stefano Zannier. I fondi previsti per Grado sono di 2,5 milioni e l’avvio dell’intervento, con il progetto, sarà entro settembre per poi concludere l’opera alla fine del 2020. Si tratta del consolidamento della diga sulla bocca di Porto Buso che ha avuto dei cedimenti a seguito della violenta mareggiata che aveva investito l’alto Adriatico a fine ottobre. Le onde e la contemporanea piena dei fiumi che sfociano nella laguna hanno portato a dei cedimenti importanti con il rischio che l’isola venga erosa e si chiuda di fatto l’accesso al canale. L’area maggiormente interessata dai danni è stata quella occidentale, dove verranno fatti dei setti di consolidamento e una sistemazione della scogliera. Per quanto riguarda invece gli interventi a Grado erano stati effettuati durante l’inverno anche per garantire la regolare apertura della stagione balneare. L’altra opera nell’Isontino. L’assessore Scoccimarro ha posto l’accento anche sui tempi delle procedure: «Stiamo lavorando a nuove norme per snellire la burocrazia ormai a livelli non più accettabili». In questa prima fase ci saranno opere per 84 milioni di euro che diventeranno nel 2021 oltre 410 milioni dei quali 370 dati dallo Stato. —





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