Dall’aula di Duino Aurisina il «no» al raddoppio della Capodistria-Divaccia
il caso
DUINO AURISINA
Quattro componenti dell’opposizione di centrosinistra che non partecipano al voto sulla mozione presentata dalla maggioranza. Altri due che si astengono. I consiglieri di centrodestra che votano invece compatti il “sì” al testo, ribadendo ancora una volta la loro netta contrarietà al progetto. Ha tenuto banco anche ieri, nel Consiglio comunale di Duino Aurisina, la discussione sul piano che prevede la costruzione del secondo binario della linea ferroviaria Capodistria-Divaccia, lambendo la Val Rosandra e il Carso triestino.
«Il Comune di Duino Aurisina – si legge nel testo della mozione – conferma la propria contrarietà al progetto e chiede il sostegno alla Regione, chiamata a intervenire, e alle competenti autorità la massima attenzione sullo sviluppo dei cantieri. Ritiene inoltre necessario tenere alta l’attenzione sul tema, oltre che vigilare anche sulle progettualità del tratto Ronchi – Trieste». È quest’ultima considerazione a evidenziare la motivazione che sta spingendo l’esecutivo Pallotta a prendere una ferma posizione sull’argomento. «Mai – ha detto Chiara Puntar, capogruppo di Alleanza per Duino Aurisina e relatrice della mozione – vorremmo trovarci davanti a una situazione come quella che sta attanagliando il Comune di San Dorligo della Valle, un territorio in cui il progetto ha suscitato la contrarietà degli ecologisti sloveni e italiani e della cittadinanza».
Igor Gabrovec (Insieme) ha replicato, ricordando che «il progetto ha superato il vaglio dell’Unione europea, che lo ha pure finanziato con 200 milioni di euro, ritenendolo strategico. Sbaglia chi vede nel raddoppio della linea un’infrastruttura contraria agli interessi del porto di Trieste, perché ci sono i presupposti per una collaborazione fra i due scali».
Più secca Elena Legisa (Rifondazione): «Non partecipo al voto perché questa mozione è uno spot politico». Assenti al voto anche i due esponenti del Pd: Marisa Skerk e Massimo Veronese. Astenuti Lorenzo Celic (M5s) e Stefano Sacher (Lista per il Golfo). Puntar ha poi ricordato che «nel 2013 la Regione aveva bocciato il progetto e il ministero dell’Ambiente italiano aveva inviato alla Slovenia una nota che sollevava perplessità sull’impatto ambientale dell’opera». —
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