È morto Dario Vremec, una delle figure più note di Opicina

Classe 1938, era diventato anima e artefice di numerose iniziative e ricoprendo numerosi ruoli istituzionali. Fatale un infarto

Ugo Salvini
Dario Vremec
Dario Vremec

È morto all’improvviso, colto con ogni probabilità da infarto, una delle figure più note di Opicina, Dario Vremec. Classe 1938, Vremec era da molti anni presidente dell’Associazione per la Difesa di Opicina, ruolo che interpretava nel senso pieno del termine. Non si limitava a rappresentare l’associazione nelle manifestazioni ufficiali, ma ne curava tutti gli aspetti, approfondendo soprattutto i temi giuridici, facendosi carico di ogni compito che potesse portare beneficio al territorio e alla comunità che lo abita.

Amava Opicina al punto da dedicare molto tempo libero ed energie all’attività dell’associazione, contribuendo ad allestire manifestazioni come il concorso primaverile “Infiorata”, organizzato ogni anno di concerto con il Consorzio Centro in via “Insieme a Opicina”, presieduto da Nadia Bellina.

Diplomatosi in Ragioneria, Vremec era stato assunto dall’allora Banca commerciale italiana, oggi Banca Intesa, dove rimase fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Una volta libero da impegni professionali, trovò subito l’entusiasmo per dedicarsi a quella che poi sarebbe diventata, dopo la famiglia, la sua ragione di vita: l’Associazione per la Difesa di Opicina.

«Conobbi Vremec quand’era ancora impiegato di banca – spiega il cassiere dell’Associazione, Fabio Piccoli – perché io lavoravo alla Banca nazionale del lavoro, perciò eravamo colleghi. Raggiunta l’età della pensione, Dario mi propose subito di entrare nell’Associazione per collaborare con lui e accettai. Nacque così un’amicizia che nel tempo si è costantemente rafforzata. Quando venne a mancare l’allora presidente Milic fu evidente che la persona giusta per assumere la guida dell’associazione era Dario e così lo votammo con convinzione. Aveva una memoria straordinaria e gli piaceva approfondire gli aspetti legali che riguardavano la vita dell’associazione. Ma era sempre disponibile anche per aiutare chiunque gli chiedesse un’opinione. Era un grande lavoratore insomma e un sincero amico mi mancherà moltissimo».

Sulla stessa falsariga, il ricordo di uno dei due figli di Vremec, Gregorij: «Era sempre pronto a dare un consiglio, un parere, un aiuto a chiunque glielo chiedesse – conferma – a mettere la sua competenza a disposizione della collettività. Fino all’ultimo lo abbiamo visto in salute e in forze ma il destino ha voluto così».

«Abbiamo collaborato in tantissime occasioni – sottolinea Nadia Bellina – sempre con l’obiettivo comune di fare il bene di Opicina, di abbellire e rendere dinamico e attraente il nostro borgo. Era un attento osservatore del territorio, che amava oltremodo. Si era battuto con grande impegno – continua la presidente del Consorzio Insieme a Opicina – per fare in modo che il tram e tutto il suo percorso fossero messi sotto la tutela della Soprintendenza e arrivò a portare a termine tutto l’iter. Ma era anche un uomo di studio, infatti aveva collaborato a lungo con l’Associazione culturale “Marino Simic”. Con la morte di Dario, Opicina ha perso un grande uomo». Oltre al figlio Gregorij, Dario Vremec lascia la moglie Maria, e l’altro figlio, Boris. Le esequie si svolgeranno venerdì, con inizio alle 8.15, in Costalunga. —

 

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