De Lieto: «Case Ater solo ai residenti Fvg»
«Il problema della casa, riguarda una massa enorme di cittadini della nostra Regione. C’è fame di alloggi e molti cittadini, pur in condizione di chiaro disagio economico o con serie problematiche...

«Il problema della casa, riguarda una massa enorme di cittadini della nostra Regione. C’è fame di alloggi e molti cittadini, pur in condizione di chiaro disagio economico o con serie problematiche familiari, attendono da anni, l’assegnazione di un alloggio che sembra non arrivare mai. Le graduatorie per alloggi Ater, in Friuli Venezia Giulia vedono costantemente, una percentuale elevatissima, spesso maggioritaria, di alloggi, assegnati a stranieri e questo indigna non poco tanti Italiani, da generazioni residenti in regione, che da sempre hanno pagato tasse e contributi e che hanno servito l’Italia in pace ed in guerra».
A dichiararlo in una nota il consigliere comunale del Partito Pensionati di Monfalcone Antonio de Lieto. «Cittadini - continua il consigliere - che pur avendo i requisiti per accedere ad un alloggio popolare, vengono, spesso scavalcati da stranieri che dichiarano di non avere reddito o, comunque, dichiarano un reddito bassissimo ed a questo bisogna aggiungere i punteggi derivanti dall’elevato numero di figli che, generalmente, gli stranieri, soprattutto extracomunitari, hanno. Non sempre, poi, la documentazione prodotta dagli stranieri, è agevolmente verificabile. Che dire poi del requisito relativo al “non essere proprietario di altri alloggi, ovunque ubicati, purché non dichiarati inagibili”». Come è possibile verificare con certezza, il possesso di questo requisito, si chiede De Lieto che insiste. «Se si dovesse pensare ad un’autocertificazione – continua l’esponente dei Pensionati - non saremmo certamente sulla strada giusta, perché vi sono indubbiamente problemi per accertare la veridicità o meno di quanto dichiarato. Ci vorrebbe, quantomeno, un attestato di un organo competente del Paese di provenienza dello straniero, atto che andrebbe verificato ed eventualmente tradotto, dalla nostra Ambasciata».
Secondo il consigliere regionale per garantire equità e giustizia, in un settore delicatissimo, con quello degli alloggi popolari, è indispensabile intervenire sul periodo minimo di permanenza in Italia ed in Regione, dello straniero. «Il Partito Pensionati - conclude - ritiene indispensabile l’introduzione, fra i requisiti, per l’accesso agli alloggi di edilizia popolare, per gli stranieri, la residenza anagrafica, sul territorio nazionale, di almeno 15 anni e di 7 anni, sul territorio regionale. Dalle graduatorie, dovrebbero essere esclusi coloro che riportano condanne definitive, superiori ai 5 anni e coloro che, esercitando la patria potestà non mandano i propri figli a scuola. La giusta tutela dei nostri cittadini, dalle cui tasche provengono, la quasi totalità delle risorse per l’edilizia popolare è un atto di giustizia, per evitare assurde penalizzazioni e ”discriminazioni“ all’incontrario».
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