Decolle fa un passo indietro Primarie spianate a Parapat

Colpo di scena nel Pd alle prese con il candidato per il dopo Nesladek a Muggia Sarà l’assessore al Bilancio a sfidare Sel. Ultima parola all’assemblea degli eletti
Di Riccardo Tosques
Foto Bruni 09.08.15 Muggia:P.zza Marconi e porticciolo-municipio
Foto Bruni 09.08.15 Muggia:P.zza Marconi e porticciolo-municipio

MUGGIA. Clamoroso colpo di scena in vista delle primarie della coalizione del centrosinistra muggesano. Il Partito democratico rivierasco ha infatti deciso di optare per una candidatura unica da contrapporre a quella di Sinistra Ecologia Libertà. A sorpresa, però, il nome prescelto dai renziani è quello di Valentina Parapat. Tramontata, per una autoesclusione, la candidatura dell’uomo forte del Pd muggesano, Stefano Decolle. La decisione ora dovrà essere ratificata dall’assemblea degli iscritti: a meno di altri clamorosi exploit il candidato sindaco della coalizione del centrosinistra muggesano sarà, dunque, donna.

Lunedì sera, nella sede di via Battisti 8, il direttivo del Pd ha deciso di tracciare una nuova inaspettata linea in vista delle prossime elezioni comunali in programma nel maggio 2016. Il partito guidato dal segretario locale Francesco Bussani ha comunicato che la persona giusta per puntare alla guida del comune di Muggia sarà Valentina Parapat. Bocciato, o meglio autobocciato, Stefano Decolle, da molti accreditato come l’unico vero candidato in grado di tenere sotto il Pd il Comune muggesano, dopo due mandati nesladekiani. Classe 1968, tre figli, laureata in Economia e Commercio, Parapat è stata per brevissimo tempo segretaria del Pd muggesano prima di essere eletta in Consiglio con 167 preferenze, il record assoluto della tornata elettorale del 2011. Attualmente Parapat è assessore con quattro deleghe: Bilancio e tributi, Affari generali, Patrimonio e Personale. Sia l’assessore Parapat che l’assessore Decolle hanno preferito non fare commenti sulla situazione attuale, lasciando quindi il racconto dell’inaspettato evolversi della situazione in casa Pd al segretario muggesano Francesco Bussani: «Durante la scorsa settimana c’è stato un incontro tra Parapat, Decolle e il sottoscritto nel corso del quale Stefano ha manifestato la sua intenzione di fare un passo indietro ed appoggiare la candidatura di Valentina alle prossime elezioni comunali. Nel corso del Direttivo di lunedì sera Stefano ha ufficializzato questa sua decisione e di conseguenza il Pd di Muggia ha ora un unico candidato».

La candidatura ufficiale verrà presentata «nelle prossime settimane all’Assemblea degli iscritti del nostro partito a cui verrà chiesto di esprimere l'ultimo parere su questa proposta. In questa occasione - prosegue Bussani - Valentina avrà modo di esplicitare le proprie idee per il futuro della nostra cittadina confrontandosi con gli iscritti del Pd e raccogliendo suggerimenti e proposte per iniziare fin da subito la creazione di un programma elettorale condiviso».

Intanto nella maggioranza Nesladek, dopo la frattura “lieve” con la lista civica Meio Muja, si è verificata una nuova scissione “morbida”. «Con la sofferta approvazione del Piano regolatore considero terminata la mia collaborazione con la maggioranza che sostiene il sindaco». Così Geremia Liguori, consigliere comunale indipendente ex Sel, annuncia di aver deciso di togliere «l’appoggio incondizionato a questa maggioranza che non rappresenta più la coalizione uscita dalle ultime elezioni comunali. Da questo momento ogni mio intervento e conseguente voto sarà espresso volta per volta su ogni singolo provvedimento nell’esclusivo interesse dei cittadini». La motivazione? «L’evoluzione del Pd a livello nazionale e regionale e il conseguente appiattimento del Pd locale su tutte le cattive decisioni prese dal governo centrale, decisioni che hanno cancellato gran parte dei diritti conquistati dai nostri padri con grandi lotte e sacrifici e con lo stravolgimento della costituzione in atto», ma pure «l’autoreferenzialità del Pd di Muggia che ha operato in piena autonomia senza tenere in considerazione le perplessità e i dubbi sollevati su rilevanti questioni da parte degli altri componenti della maggioranza».

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