Di Piazza al prefetto: «Servono più controlli sui migranti a rischio»
/ PALMANOVA
Il capogruppo Antonio Di Piazza scrive al prefetto di Udine, a nome dei due gruppi consiliari di opposizione. Duplice il motivo della lettera: chiedere un incontro per «ottenere lumi sulla reale situazione» della presenza di migranti a Palmanova e mettersi a disposizione del prefetto stesso per un’eventuale forma di aiuto alle forze dell’ordine preposte al controllo di coloro che, essendo positivi al Covid, non devono lasciare la struttura nella quale sono collocati.
Precisa Di Piazza nella lettera al prefetto: «Sono certo che comprenderà i timori dei cittadini e nostri, legati non solo alla presenza di migranti/clandestini sul nostro territorio, ma, soprattutto, al rispetto delle regole di salute pubblica che i positivi al Covid dovrebbero puntualmente rispettare, siano essi cittadini comunitari come extracomunitari».
Il capogruppo si dice preoccupato di fronte a notizie di fughe o di comportamenti non rispettosi delle regole da parte dei migranti. «Il Friuli Venezia Giulia è stato terra di emigranti che, per procurare a se stessi e ai propri familiari il pane quotidiano, hanno accettato di buon grado le regole dei paesi ospitanti dove lavoravano e nulla era loro dovuto solo per il fatto di trovarsi in quel paese. Per me, figlio di emigrante..., è ancora più difficoltoso comprendere l’atteggiamento di queste persone e anche l’atteggiamento, a mio avviso, demagogico, superficiale e troppo permissivo di alcuni sindaci della nostra regione».
Il capogruppo infine rende nota la disponibilità dei consiglieri di minoranza e di alcuni palmarini a supportare le azioni di controllo. Spiega infatti: «Siamo disponibili, al fine di un maggior controllo del sito palmarino in cui vengono assistiti i migranti positivi al Covid-19, a organizzare una vigilanza a distanza, 24 ore su 24, del plesso, per segnalare tempestivamente situazioni di criticità agli operatori preposti, ritenendo la cosa utile ad arginare eventuali falle ed anche rasserenare i cittadini, estremamente allarmati dalle conseguenze di un indesiderato contatto con positivi». –
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