Diga, al concessionario bussano tre cordate Ma l’estate è a rischio

Ci sono tre realtà interessate a prendere in gestione l’Antica Diga. Ma alcuni ostacoli si frappongono tra la loro disponibilità e le esigenze del soggetto titolare delle concessioni, l’associazione “L’antica Diga - L’Isola di Trieste”. A presiederla è Franco Brumat. È lui che sta incontrando i papabili gestori e dettando le regole per un’eventuale locazione dello stabilimento. Che, viste le difficoltà e visti i tempi, rischia quest’anno di non riaprire.
Brumat non ha più la possibilità di gestire quella lingua di terra in prima persona. I debiti accumulati nelle passate gestioni con la Sviluppo Europa, fallita nel 2012 e da lui presieduta, non glielo consentono. È per questo motivo che cerca un soggetto terzo che riapra gli ombrelloni e riaccenda la musica sulla Diga. Nell’udienza dell’11 marzo per il fallimento della Sviluppo Europa, sono state avanzate richieste dai creditori per 711mila euro, ammesse per 666 mila. Tra i debiti della società guidata da Brumat e Sergio D’Arcano figurano 231mila euro nei confronti di professionisti, 43mila euro non dati ai dipendenti e quasi 90mila non versati di contributi. Due delle società che si sono fatte avanti hanno sede in Friuli ma una delle due è capitanata da un triestino doc. La scorsa settimana a raggiungere la Diga e a trattare con Brumat sono stati anche Fabio Pisani, ex agenzia di sicurezza Sierra Service, e Corrado Savio del Macaki, anche loro interessati a far ripartire l’attività dello stabilimento.
«Chiede circa 50mila euro - spiega chi ha avuto contatti con Brumat - e poi probabilmente delle percentuali mensili sugli incassi». Ma sul dopo si vedrà. Per ora basterebbe arrivare alla stipula del contratto tra concessionario e locatario che si accollerebbe la gestione dello stabilimento ma pure di bar e ristorante. La cifra richiesta da Brumat servirebbe a saldare i debiti sulle concessioni con l’Autorità portuale, l’assicurazione e gli arretrati sulle utenze. Ma per affrontare un simile investimento alle società servirebbero delle garanzie. Come un contratto di gestione che duri più anni in maniera tale da poter dar vita ad un progetto, a un piano di investimenti e rapporti solidi con eventuali sponsor «che - assicura il referente di una delle società interessate - abbiamo già contattato e sarebbero disponibili anche ad arrivare da fuori Trieste».
Il nome di un prestigioso marchio di birra sembra aver espresso l’interessamento. «Io confermo la mia disponibilità - spiega invece Antonio Pulin, imprenditore udinese interessato - ma esigo licenze commerciali proprie e un’imbarcazione adeguata al servizio di trasporto delle persone». Quello del reperimento di un’imbarcazione che dal molo Audace trasporti i bagnanti e i frequentatori delle serate danzanti all’antica Diga è un problema non da poco. Quella proposta da Brumat la passata gestione, la Raptus 2, è stata ritenuta dalla Capitaneria di Porto non idonea al trasporto di persone. Chi gestirà lo stabilimento dovrà rivolgersi alla Tripnavi per avere a disposizione l’Araxi (l’imbarcazione che ha effettuato per anni il servizio) o dovrà procurarsi un’idonea alternativa.
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