Nuova sede per l’Ana a Trieste, accelera l’iter per l’Adunata 2029

Lunedì 26 ottobre il taglio del nastro negli spazi di via della Geppa, acquistati e ristrutturati grazie ai contributi di Ana e Regione

Piero Tallandini
Paolo Candotti
Paolo Candotti

Una sede nuova, finalmente di proprietà, che sarà inaugurata lunedì 26 ottobre. Il “quartier generale” dove continuare a lavorare per far diventare realtà il sogno di ospitare a Trieste quello che sarebbe un evento storico: l’Adunata nazionale degli alpini numero 100 in programma nella seconda settimana di maggio 2029. L’evento porterebbe in città fino a 400.000 penne nere.

Sono giorni importanti per la sezione di Trieste dell’Associazione nazionale alpini che si appresta a inaugurare la ristrutturata sede al primo piano di via della Geppa 2: «Dobbiamo dire grazie al contributo importante dell’Ana nazionale, della nostra sezione e della Regione – sottolinea il presidente Paolo Candotti –. Dopo tantissimi anni in affitto la sede adesso è di nostra proprietà e inoltre l’abbiamo completamente ristrutturata».

Responsabile dei lavori, ovviamente a titolo gratuito, è stato Giorgio Bailo, socio della sezione. Il 26 ottobre alle 11.30 si terrà la cerimonia del taglio del nastro alla presenza dei massimi dirigenti dell’Ana, tra cui il presidente nazionale Sebastiano Favero, e delle autorità locali e regionali.

«Gli alpini triestini – ricorda Candotti – sono stati e continuano a essere presenti nella vita cittadina e sono impegnati in svariate attività anche in ambito regionale e nazionale soprattutto con la Protezione Civile: terremoti, alluvioni, incendi, raccolte di giocattoli e abbigliamento, e tante altre situazioni di bisogno. E poi, c’è l’apprezzato coro della nostra sezione che si esibisce nelle case di riposo, nelle chiese e nelle piazze della città». «Tra l’altro – aggiunge il presidente della sezione – nella nuova sede potremo esporre in modo ancora più degno tutti i nostri cimeli più significativi e di valenza storica».

L’impegno della sezione di Trieste, affiancata dalle altre sette consorelle del Friuli Venezia Giulia (Carnica, Cividale, Gemona, Gorizia, Palmanova, Pordenone e Udine), è ora focalizzato sulla marcia di avvicinamento alla formalizzazione della candidatura per l’Adunata 2029. Un iter che sta per entrare nella fase decisiva. La proposta di candidare Trieste è ufficialmente sostenuta, anche a livello finanziario, dalla Regione Fvg e per Trieste il 2029 farebbe coincidere due ricorrenze fondamentali: il 75esimo anniversario del ritorno della città all’Italia e il centenario della prima adunata nazionale dell’Associazione alpini.

«Dal punto di vista simbolico sarebbe il massimo – osserva l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, al quale è stato affidato il ruolo di guidare il tavolo per la predisposizione del dossier ufficiale della candidatura – ed è significativo anche il fatto che la sezione di Trieste sia affiancata in questo impegno dalle altre sezioni dell’Ana del Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo è quello di organizzare un evento indimenticabile, che coinvolga tutto il territorio. Ovviamente sarà una sfida complessa e infatti sono coinvolte diverse Direzioni, in particolare quella della comunicazione, ma anche Protezione civile, Infrastrutture e Trasporti, oltre al Turismo. Si tratterebbe del resto di accogliere a Trieste nei giorni dell’adunata centinaia di migliaia di persone».

«Il nostro territorio ha dimostrato di essere in grado di organizzare e gestire grandi eventi – rimarca Roberti –. E un’Adunata a Trieste sarebbe sicuramente ancora più attrattiva visto l’appeal turistico in continua crescita della città. L’idea è inoltre quella di far coincidere l’adunata con un ciclo di visite e tour nei luoghi della nostra regione in cui erano operative le caserme in cui tantissimi italiani hanno svolto il servizio di leva».

Il dossier sulla candidatura sarà presentato in febbraio all’assemblea dei presidenti di sezione dell’Ana del Triveneto, Terzo Raggruppamento, e in aprile sarà portato all’attenzione della sede nazionale dell’Ana di Milano. Seguirà la fase di verifica delle candidature con visita da parte di una commissione nelle sezioni candidate. A novembre la votazione a scrutinio segreto da parte del Consiglio direttivo nazionale che sancirà l’attribuzione dell’Adunata alla sede prescelta.

L’unica candidatura concorrente è Bergamo. “Rivale” decisamente di peso, visto che quella bergamasca è la sezione più numerosa d’Italia, con più di 23 mila iscritti.

Viceversa, Trieste è la più piccola sezione Ana del Nord Italia, ma con una particolarità: è composta soprattutto da ufficiali, sottufficiali e alpini che decisero espressamente di scegliere le truppe di montagna nel servizio di leva. A vantaggio di Trieste ci sarebbe, come detto, in primis l’alto significato simbolico di ospitare la centesima Adunata nell’anno del 75esimo del ritorno all’Italia. Sarebbe un “bis” del 2004 quando in città si tenne l’Adunata nazionale in coincidenza con il 50esimo anniversario.

«Da mesi ormai – chiosa Candotti – mi sento chiedere da alpini di tutta Italia se si farà davvero l’Adunata qui e mi dicono che sarebbe il massimo: sul mare e in una città meravigliosa».

Oltre al 2004, il capoluogo giuliano ha ospitato l’evento altre cinque volte: 1930, 1939, 1955, 1965 e 1984.

 

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