Direttore “a metà” per la Biblioteca statale

Ancora un “interim”, cioé un direttore a metà per la Biblioteca statale “Stelio Crise”, nata come Biblioteca del popolo nel 1956 con intenti didattici “per tutte le classi sociali”, che distribuiva volumi allora anche con un “Bibliobus”, li portava nelle carceri e a Muggia e al Villaggio del Pescatore. Il ministero dei Beni culturali e del turismo ha emesso un bando per la ricerca di un nuovo vertice, l’incarico di Maurizio Messina (che contemporaneamente dirige dal 2012 la prestigiosa Biblioteca Marciana di Venezia) è scaduto con aprile e il posto è vacante. Per obblighi di risparmio, non arriverà un direttore “intero”. Ma di nuovo un incarico a metà.
Non è affatto escluso però che a dirigere la Biblioteca statale di Largo Papa Giovanni XXIII torni proprio lo stesso Messina: «Ho presentato la domanda per un nuovo incarico di direzione “ad interim” della Biblioteca “Stelio Crise”» conferma egli stesso. Sarà il direttore regionale dei Beni culturali a dover per primo vagliare le proposte arrivate. Senonché anche l’attuale direttore regionale, Pierpaolo Dorsi, è altrettanto “a interim”, essendo nello stesso tempo titolare della Soprintendenza archivistica. «Dirigo due uffici - dice Dorsi -, un giorno sono in via Lamarmora e un altro giorno in palazzo Economo in piazza Libertà». Così Messina è in parte a Venezia e in parte a Trieste, nel bel palazzo Morpurgo di Largo Papa Giovanni XXIII, di stile neoclassico e ricco di affreschi, acquistato e restaurato nel 1998 proprio dal ministero, e per il quale lo stesso Messina ha presentato un progetto di ulteriore restauro che il ministero però ha selezionato come opera da realizzare con l’aiuto di sponsor privati.
Basterà anche un “interim”, se così viene soppesato, ma la “Stelio Crise” ha oltre 200 mila volumi, soprattutto di ambito umanistico e negli anni ha raccolto fondi e biblioteche private di pregio: i 616 volumi del Fondo Santoro, gli 853 volumi del Fondo Alzetta con 119 prime edizioni di fine ’800 e primo ’900, il fondo Glauco Arneri, il triestino che fu direttore editoriale degli Oscar Mondadori, il fondo Calligaris (750 opere di letteratura, arti figurative e teatro). Inserita dal 1995 nel Catalogo elettronico del Servizio bibliotecario nazionale, la “Crise” ha inaugurato nel febbraio del 2012 l’accesso gratuito (anche da casa) alla piattaforma MediaLibraryOnLine (Mlol la sigla) che consente di prendere in prestito, per via informatica, gli e-book dei principali editori, di leggere giornali on line, di cercare articoli negli archivi storici, di consultare banche dati ed enciclopedie, di visionare libri o video e anche di scaricare risorse per e-learning e audiolibri con tutti i mezzi oggi a disposizione.
Il “Bibliobus” ne ha fatta di strada. Ma il principio è rimasto saldo. Così la “Crise” (che pur continua anche a fare mostre tradizionali nella propria sede) elenca volentieri anche la propria dotazione immateriale: «Migliaia di titoli di saggistica e narrativa freschi di stampa, milioni di tracce musicali di grandi etichette e di quelle indipendenti, oltre 1700 tra giornali, settimanali, riviste in italiano e diverse altre lingue». I direttori fanno per due o per tre, ma anche alla Biblioteca statale lavoro a quanto pare non ne manca.
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