Divergenze in casa Cgil sull’accorpamento di enti

Ch’era un argomento scomodo si era capito da un pezzo. Ma ora, alle schermaglie tra democratici, si aggiungono anche le divergenze di opinioni in casa Cgil. Di lunedì l’abbraccio convinto del segretario generale Franco Belci alla causa sposata da Maurizio Volpato&co., vale a dire l’indizione di un referendum popolare per coinvolgere i cittadini nel processo decisionale sul futuro del territorio e precisamente sulla fusione delle tre municipalità. Di ieri, invece, la (sferzante) nota stampa di Mafalda Ferletti, segretario regionale della Funzione pubblica Cgil, che dopo aver sonoramente bocciato il convegno di mercoledì alla Galleria comunale boicotta l’operazione e anzi invita «tutti i lavoratori a non sottoscrivere il referendum e chi l’avesse già fatto a ritirare la firma». Il tutto mentre quattro giorni prima proprio Belci aveva assicurato - peraltro attirandosi anche la “scomunica” del segretario Uil-Fpl Luciano Bressan - appoggio alla CittàComune. Di più: il provinciale Paolo Liva, sempre Cgil, aveva promesso l’impegno a rastrellare adesioni fuori dalle fabbriche.
Ma per Ferletti, segretario della Funzione pubblica, la sua analisi non si pone necessariamente in antitesi con quanto affermato da Belci: ci può essere assenso alla fusione di Monfalcone, Ronchi e Staranzano (della serie: «parliamone»), ma non al referendum se quest’ultimo avalla tagli tout court al personale. Lo dice in termini piuttosto netti: «Ho sentito (al convegno, ndr) che con la fusione ci saranno “grossi esuberi” quantificati in circa 160 persone: una su tre rispetto agli attuali occupati nei comuni in questione. Ho sentito pure che nei municipi c’è “gente pagata per fare niente, perché per alcuni periodi non servono”, forse questi sagaci promotori del referendum si stanno riferendo al Comune in cui lavora il dipendente Babbo Natale, che opera solo qualche settimana all’anno, oppure non sanno di cosa parlano: i servizi comunali vengono assicurati ogni giorno, ogni mese, tutto l’anno».
«Quindi - sottolinea Ferletti - l’ideona che spinge il referendum è il risparmio ottenibile ipotizzato di 5 milioni all’anno, risultato del taglio drastico del numero dei dipendenti. Anzi no, perché sempre quei numeri ci dicono che la spesa poi aumenterebbe di 2,4 milioni per gli appalti di quei servizi ora gestiti direttamente dai tre comuni, ergo l’operazione che si fa è creare un lavoro sottopagato e senza diritti». Insomma, «il tiro al dipendente pubblico è uno sport di moda ormai da parecchi anni, eppure guardiamoci negli occhi: da 15-20 anni si appaltano i servizi pubblici, a qualcuno viene in mente una sola prestazione migliorata?». Per contro, stando a Ferletti, «le Unioni dei comuni o la fusione devono invece essere strumenti per ripensare alle fallimentari logiche delle esternalizzazioni: se per un Comune gestire una casa di riposo, un asilo nido o lo scuolabus è troppo oneroso, più municipalità possono e debbono farlo. Perché altrimenti a cosa serve un ente locale? Solo a far pagare i tributi?». «Per inciso - prosegue la segretaria della Funzione pubblica (Cgil) - pochi giorni fa abbiamo sottoscritto un protocollo con l’assessore Panontin in cui viene evidenziato che a seguito della cancellazione delle provincie nessuno dei 1200 dipendenti in essere perderà il posto di lavoro: non ci saranno, quindi, esuberi; qui, invece, dove si andrebbe a creare, e non a chiudere, un nuovo ente si ipotizza addirittura un terzo di persone in eccedenza».
Per Ferletti è necessario pertanto parlare di cose concrete, non puntando solo su tagli veri o presunti, «perché anche l’idea di eliminare due sindaci e risparmiare 160mila euro è una balla, in quanto il solo direttore generale che verrà previsto - anche in caso di Unione in verità - ha quel costo». Se dunque le fondamenta sono queste, argomenta Ferletti, «il referendum va bocciato senza appello». «Si cancelli - conclude - questa brutta pagina e si ricominci da capo». Intanto, la spigolosità del tema ha indotto le segreterie sindacali a promuovere martedì un’assemblea alla sala consiliare di Ronchi, aperta ai dipendenti dell’ente e a quelli di Staranzano e Monfalcone. L’incontro, scaturisce «a seguito delle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa a sostegno di Città comune». Oltre a Ferletti, ci saranno il segretario regionale Cisl Fp Massimo Bevilaqua e il provinciale della Uil Fpl Michele Lampe.
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