Dono del sangue più forte dell’emergenza Covid-19

Nel primo semestre 2020 le donazioni sono state 3.670, superiori all’anno prima La prenotazione obbligatoria e le regole anti-contagio non frenano i volontari

Francesco Fain

Il timore, assolutamente fondato, era a che a causa del Covid-19 potessero crollare le donazioni di sangue visti i decreti sempre più stringenti e i timori di un eventuale contagio. Invece, anche durante l’emergenza coronavirus, i volontari isontini hanno vinto la partita dell’autosufficienza, superando addirittura i dati totalizzati nei primi sei mesi del 2019.

A fare il punto è la Fidas Isontina, il sodalizio che raggruppa i donatori di sangue del Goriziano. Nel primo semestre 2020, sono state ben 3.670 le donazioni registrate nei centri trasfusionali di Gorizia e Monfalcone nonché nell’autoemoteca “Egidio Bragagnolo” con un trend in crescita di 37 unità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le donazioni di sangue intero hanno raggiunto quota 2.567. Completano il quadro le 969 di plasma e le 134 di piastrine, a cui si aggiungono quelle dei donatori non iscritti o iscritti ad altre associazioni, ma anche dei vigili del fuoco del comando provinciale di Gorizia e dei militari della brigata Pozzuolo.

Un risultato importante per i donatori che, con il loro gesto, non solo hanno contribuito al pieno soddisfacimento delle necessità di globuli rossi per gli ospedali del Friuli Venezia Giulia ma hanno anche garantito il consueto contributo all’autosufficienza italiana. Non solo. Da rimarcare anche l’importante numero di donazioni di plasma in costante aumento, ormai raggiungono quasi il 30% delle donazioni totali.

Un bilancio straordinario reso possibile anche in presenza delle procedure messe in atto dalle strutture trasfusionali per contenere la diffusione del Covid-19 e garantire la massima sicurezza per i donatori: tra queste l’aumento dell’orario di apertura dei centri trasfusionali degli ospedali di Gorizia e Monfalcone, nonché l’introduzione della prenotazione obbligatoria per accedere alla donazione. «Si tratta di un cambiamento epocale – commenta il presidente provinciale di Fidas isontina, Feliciano Medeot – che consente un costante e continuo afflusso alla donazione, garantendo allo stesso tempo un adeguato distanziamento sociale. Questa modalità di accesso consente anche di regolare le donazioni in base alle scorte di sangue esistenti così da garantire il pieno soddisfacimento dei consumi di sangue dei nostri ospedali. E i donatori stanno capendo l’importanza di questa novità».

Per far fronte a questa novità, Fidas isontina ha ulteriormente potenziato il servizio di chiamata alla donazione: il personale della segreteria provinciale sta contattando i donatori iscritti per verificare la disponibilità alla donazione di sangue o di plasma, in base ai propri impegni e alle disponibilità di appuntamenti nei centri trasfusionali.

I donatori potranno essere contattati, ma potranno anche contattare tale servizio attivato da Fidas isontina attraverso il numero fisso 0481-536642 (con segreteria telefonica attiva 24 ore su 24), tramite cellulare al 366 4661055, contattabile anche via sms o whatsapp, oppure anche via posta elettronica all’indirizzo info@fidasisontina.org. Un servizio che si aggiunge al call center regionale per la salute e il sociale che risponde allo 0434-223522. —

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