Lo sciacallo torna di nuovo a colpire: asino assalito e sbranato a Medeazza

La carcassa trovata nella zona di Kohišče: «I predatori hanno approfittato di un malessere dell’animale»

Ugo Salvini

È di nuovo incubo sciacalli a Duino Aurisina. L’altra notte sono tornati in azione nella zona di Kohišče, l’area vicino a Medeazza nota per la oramai famosa marcia enogastronomico turistica che si svolge in loco ogni primavera da più di dieci anni. Stavolta, vittima dell’assalto e della voracità di questi animali è stato un asino, letteralmente squartato e divorato sul posto. L’asino è stato trovato al mattino da coloro che si occupano della manutenzione della zona: la carcassa insanguinata palesava evidenti segni di predazione.

Secondo gli esperti l’attacco sarebbe avvenuto sfruttando un momento di debolezza o di malessere del quadrupede. «Gli asini solitamente sanno difendersi e bene dai predatori – spiega David Peric, che si occupa degli animali che vivono nell’area del Kohišče – nel senso che, se sono attaccati, utilizzano tutta la loro forza e l’agilità di cui sono dotati per resistere. Di fatto, sono in grado di allontanare i predatori, in particolare gli sciacalli, salvandosi. Può però accadere che si possano trovare in una fase di particolare vulnerabilità, magari a causa di una colica passeggera o, per ciò che concerne le femmine, nel periodo del parto. In tali casi, gli sciacalli sono altrettanti abili nel saper cogliere un eventuale segno di debolezza dell’asino e sfruttare la situazione a loro favore. Gli asini infatti, se non si sentono nelle migliori condizioni, si siedono sul terreno, evento comunque molto raro per la specie. Gli sciacalli, in tal caso, interpretando la situazione, attaccano l’asino e lo finiscono per poi soddisfare la loro esigenza di nutrirsi».

E potrebbe essere stata proprio questa la causa che ha portato all’assalto dell’altra notte. «L’area del Kohišče – sottolinea Marko Pahor, uno dei proprietari dell’azienda che porta lo stesso nome del luogo – la manteniamo nelle migliori condizioni possibili e altrettanto vale per gli animali che ci vivono. Abbiamo il personale addetto, che controlla costantemente le condizioni di salute degli asini e degli altri, ma può in effetti capitare che uno di essi possa accusare un problema contingente e perciò diventare preda degli sciacalli». Va ricordato che gli asini svolgono un’importante funzione di pulizia del territorio nel quale vivono, perché brucano rovi, sterpaglie e ramaglie nelle zone incolte, offrendo un’alternativa ecologica e senza pesticidi allo sfalcio meccanico.

Maurizio Rozza, esperto della Forestale, parla chiaramente di necessità di «attivare un buon sistema di prevenzione. In Slovenia – evidenzia – la cultura in questo settore è più avanzata della nostra, perciò bisognerebbe colmare questa lacuna. Bisogna poi ricordare, a chi parla di utilità delle recinzioni, che ce ne sono di due tipi. Quelle utili per evitare che i propri animali escano dal territorio loro assegnato, che hanno determinate caratteristiche e assolvono il compito di evitare di disperderli. Ben diverso è invece l’obiettivo delle recinzioni utili per evitare invasioni dall’esterno, che prevedono strutture di altra complessità a resistenza».

In ogni caso, per quanto i casi in cui gli sciacalli si avvicinano ai luoghi abitati siano sempre più frequenti, un reale pericolo per l’uomo non sussiste. L’esperienza insegna che gli sciacalli mantengono una naturale diffidenza e distanza nei confronti dell’uomo e non ci sono evidenze di aggressioni dirette, anche se comunque un po’ di prudenza non guasta. —

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