Duino, sulle cartelle Imu il Pd si smarca dalla Giunta

DUINO AURISINA. All'indomani della richiesta di dimissioni di sindaco e assessore ai Tributi da parte dell'opposizione consiliare di centrodestra per il caos delle cartelle Imu il mare della politica si agita a Duino Aurisina. Il vertice Pd respinge l'istanza di un Consiglio straordinario sul tema “tributi” con devoluzione di gettone di presenza ai cittadini per le file sostenute allo sportello in questi giorni: si tratterebbe di “un beau geste che in realtà copre solo un decimo delle spese organizzative e maschera la ricerca di una vetrina per parlare”. D'altro canto però si dice “fortemente seccato” per tutta la vicenda cartelle-pazze il capogruppo e segretario cittadino del Partito democratico Michele Moro, cui pure è stato erroneamente recapitato un modello F24 su una supposta seconda casa: «Io non chiedo le dimissioni dell'assessore, però non posso certo esprimere soddisfazione per questa situazione, alla luce anche dei precedenti disagi sempre in tema di tasse verificatisi nel nostro Comune».
Insomma, “inizia a esserci un problema”, che non riguarda solo i Tributi ma anche «la gestione del personale (referato in capo a Corigliano, ndr), la cui riorganizzazione è stata fatta in totale autonomia, da parte dell'esecutivo, senza condivisione col partito». «Per carità – rileva Moro – si tratta di argomenti delicati, come si vede anche a livello nazionale, tuttavia è incontestabile che vi si debba mettere mano, per un recupero di efficienza. I lavoratori pubblici devono garantire un servizio per l'appunto efficiente e il funzionamento della burocrazia». Quanto al caos cartelle, «non ho intenzione di andare in municipio a pagare alcunché – sostiene sempre il segretario democrats – poiché so che l'Imu sulla principale abitazione non è dovuta».
«Mi aspetto però da Corigliano che dia informazioni chiare ai cittadini utilizzando tutti i mezzi a disposizione, compresa la stampa – ancora Moro -, di modo che non ci debbano essere danni per il Comune e, soprattutto, che un cittadino non paghi quanto non dovuto. Non do un giudizio lusinghiero sull'operato dell'assessore né chiedo le sue dimissioni. Che faccia una valutazione propria».
E specifica, in conclusione, che «il Pd è totalmente estraneo alla scelta di Corigliano in giunta, posto che le responsabilità di scelta e nomina degli esponenti dell'esecutivo spettano esclusivamente al sindaco, cui peraltro il nostro partito aveva a suo tempo consegnato nomi e curricula con competenze specifiche». E tra queste ultime Kukanja «aveva optato solo per Massimo Veronese». Tradotto: una forte presa di distanza del Pd, partito di maggiore peso in aula (4 consiglieri) entro le fila della maggioranza.
Diametralmente opposto il parere di Walter Ulcigrai (Lista Kukanja): «Dimissioni? Posso ridere? Io do la massima fiducia a Corigliano, che è anzi uno degli assessori a lavorare di più. Anche l'ex giunta, oggi all'opposizione, ha fatto il suo bel casino con le cartelle dei tributi... E il centrosinistra per questo aveva chiesto pure delle dimissioni: fa parte della dialettica politica. Quanto al Consiglio straordinario perché no? Se è legittimamente richiesto, nel rispetto delle regole, si può fare. Sui disservizi invece dico questo: come ogni cosa nuova, nel caso specifico la creazione di una banca dati, ci possono essere sempre dei problemini. Le dimissioni – conclude Maurizio Rozza del Gruppo misto – si chiedono dopo le spiegazioni nelle sedi deputate. Solo a seguito di un chiarimento si definiscono le responsabilità». E il chiarimento deve ancora arrivare.
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