E la Croazia mette i sottotitoli ai film serbi

L’Agenzia di Zagabria per i media censura il canale Rtl che ha trasmesso una commedia “jugoslava”

ZAGABRIA

È sera, un telespettatore siede in poltrona, mano al telecomando. La scelta cade su un canale privato, Rtl. L’emittente trasmette “Tesna koza”, un blockbuster jugoslavo di trent’anni fa, commedia popolare in tutti i Paesi dell’ex Federazione. Invece di godersi il film, il teleutente s’inalbera. Il motivo? Siamo in Croazia e la serie tv è stata mandata in onda la scorsa settimana in lingua originale, ossia in serbo, ma senza sottotitoli come prevede la legge sui mezzi di comunicazione del 2009. E qui scatta la denuncia all’Agenzia nazionale per i media elettronici, che ricorda a Rtl: «I programmi devono essere trasmessi con sottotitoli in lingua croata e caratteri latini o tradotti in croato». E vale anche se si tratta del serbo, lingua “sorella” perfettamente intellegibile a Zagabria.

La storia si ripete con la serie “Zikina dinastija”, un altro cult jugoslavo messo volontariamente fuori programmazione da Rtl per evitare problemi. Sembra una vicenda senza senso, ma accade anche questo nella “jugosfera” balcanica. La notizia è stata riportata dai media croati e subito ripresa in Serbia. La reazione dei lettori su entrambi i fronti si trasforma in un plebiscito anti-sottotitoli. «Ma che gente è questa a cui dà tanto fastidio la cosa? Le due lingue sono al 90% identiche», scrive un commentatore serbo sul sito della tv B92. «Mi chiedo se gli americani traducono i film inglesi», gli fa eco un altro oltreconfine.

La stessa logica non è stata però condivisa dall’Agenzia. Rtl ha replicato chiedendo le dimissioni dei membri dell’organizzazione di controllo «per incompetenza». «Hanno interrotto la buona pratica di non tradurre i film serbi in Croazia», ha aggiunto in una nota la tv, che ha svelato che non è la prima volta che riceve il cartellino giallo dall’Agenzia, a differenza di altre tv in situazioni simili, e che ora la sua licenza di trasmissione sarebbe a rischio. «Intendiamo intraprendere tutte le azioni legali possibili contro l’Agenzia», promette Rtl. Messaggi a cui l’organo di Stato ha reagito, definendoli «non accettabili» perché rappresentano un attacco alla propria indipendenza e smentendo conseguenze sui permessi dell’emittente.

Il dibattito a Belgrado e Zagabria intanto continua, davanti alla tv che trasmette vecchi film jugoslavi amati da tutti e da tutti compresi, senza bisogno d’interpreti. Come persiste la grottesca faccenda. Ieri, il tg della tv croata incriminata ha trasmesso una conferenza stampa dell’allenatore dell’Hajduk Spalato, l’eroe del calcio bulgaro Krasimir Balakov. Il mister parla perfettamente croato, anche se l’accento non è forse dei migliori. Così i giornalisti di Rtl hanno deciso di sottotitolarlo, per evitare che qualche altro telespettatore possa avere problemi di comprensione, chiamando in aiuto la troppo pedante Agenzia. (s.g.)

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