È morto Zupancich il “fondatore” dell’Aspm

Un'ennesima vittima dell'amianto. L'ingegner Riccardo Zupancich, scomparso la notte scorsa, è una di queste. Un uomo che ha lasciato un segno indelebile, in ambito professionale e nella vita privata....

Un'ennesima vittima dell'amianto. L'ingegner Riccardo Zupancich, scomparso la notte scorsa, è una di queste. Un uomo che ha lasciato un segno indelebile, in ambito professionale e nella vita privata. Aveva iniziato la sua carriera lavorativa al RINA (Registro Italiano Navale), prima a Trieste e poi alla direzione di Venezia. La passione per il lavoro gli ha fatto contrarre la malattia originata dalla fibra presente a bordo delle navi. Nel 1990 assume l'incarico di direttore dell'Azienda porto di Monfalcone. Il porto, sotto la sua direzione, ha conseguito risultati importantissimi, che possono essere riassunti nel raggiungimento dei 3 milioni di tonnellate di merci movimentate, limite previsto per il titolo di autorità portuale. Quando Zupancich è arrivato in porto, l'area interscambio merci dell'azienda era appena abbozzata. Quando se n'è andato una realtà viva, completa di magazzini ed opere di urbanizzazione (merito suo l’ottenimento di 25 milioni di euro per le Autostrade del mare), oltre che di imprese e lavoratori. «Se l’Azienda porto è efficiente lo si deve a lui - conferma il direttore Sergio Signore - era direttore prima di me, quel poco che so me l’ha insegnato lui, siamo rimasti sempre amici». Zupancich è stato anche fondatore del Rotary club di Monfalcone del quale è stato presidente tra 2003 e 2004. A San Pier d'Isonzo dove risiedeva è stato prima consigliere comunale, poi assessore all'urbanistica. Zupancich era malato da più di due anni. (lu.pe)

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