Entro l’anno la demolizione dell’Hippodrome

Il sindaco Silvia Altran: «Mesi contati per l’ex discoteca, la proprietà vuole abbattere l’immobile entro dicembre. Ci sarà una riorganizzazione anche dei parcheggi»
La vecchia discoteca Hippodrome
La vecchia discoteca Hippodrome

MONFALCONE L’ex Hippodrome ha i mesi contati. Quattro, per la precisione. Entro il 31 dicembre, infatti, il rudere di cemento che si affaccia su piazzale Atleti azzurri d’Italia e la trafficatissima via Arrigo Boito, verrà abbattuto. Del tempio della movida che fu resterà solo una nuvola di polvere. Al suo posto sorgerà un complesso commerciale nuovo di zecca. Dalla taglia «media», precisa l’amministrazione comunale, ché quella «iper» inizia a manifestare segnali di cedimento sul territorio regionale, dopo il boom registrato qualche anno fa dalla grande distribuzione e la successiva saturazione di maxi-insegne sul mercato.

È il sindaco Silvia Altran a promettere che l’ex Hippodrome «entro l’anno» sarà raso al suolo. La prima cittadina di Monfalcone, dando seguito a quanto annunciato a inizio estate dall’assessore Schiavo, ha infatti avuto giorni fa nei suoi uffici un colloquio a porte chiuse con la rappresentanza legale della Cinquestelle immobiliare, attuale proprietaria delle mura di via Boito. «Stiamo lavorando per arrivare a una soluzione definitiva del nodo Hippodrome - esordisce Altran -: la società ha espresso per la prima volta intendimenti chiari e univoci, dunque stiamo giungendo alla stesura di un piano. Il punto di partenza è l’abbattimento del rudere, che era quanto l’ente locale mirava del resto a ottenere. Al suo posto verrà ricostruito ex novo un altro immobile, con destinazione compatibile a quella definita sul piano regolatore comunale, ovvero commerciale». «La proprietà - prosegue il sindaco - ha spiegato che in questi anni, per via della crisi, non ha potuto concretizzare i precedenti disegni, ora invece i tempi sono maturi per una svolta, che comincerà appunto con l’abbattimento».

Altro presupposto indefettibile: il «riordino dell’area parcheggi adiacente la vecchia discoteca», con l’obiettivo di rendere fruibile l’area a servizio degli adiacenti campi sportivi, posto che passerà in mano al Comune. «È nostra intenzione - conclude Altran - disporre che gli ulteriori spazi sul retro del deteriorato immobile, esposti al canale Valentinis vengano sistemati, in modo da ripristinare un’area negli ultimi tempi degradata». Insomma il sito della vecchia sala da ballo va assolutamente presidiato, una volta eliminato il rudere. Che negli anni suo malgrado ha assunto diversi volti e funzioni, le più disparate e, si perdoni il gioco di parole, disperate: da immobile fatiscente e pericoloso, abbandonato per anni all’incuria, a monumento del degrado; da ricettacolo di ratti a fragile riparo notturno per gli “ultimi”; da luogo di consumo della cannabis e di alcol (testimoniato da ritrovamenti di un’innumerevole quantità di filtrini e bottiglie) a discarica di immondizie, con tanto di materasso bruciato.

Gli “ultimi” trovano rifugio nell’ex Hippodrome
Degrado e sporcizia: ecco come è ridotto l'ex Hippodrome (Foto Bonaventura)

Solo lo scorso aprile erano stati ritrovati evidenti segni di ricorso a quei locali - sempre più precari e a rischio cedimento - quale estemporaneo giaciglio. La vicenda degli occupatori abusivi che bivaccano nel ventre di cemento sembrava finita tre anni fa, con la muratura di varchi e finestre su input dell’amministrazione comunale. Invece la storia ciclicamente si è riproposta, con l’apertura di un ingresso un tempo sigillato.

Vale la pena compiere un mini-riassunto delle puntate precedenti, per capire come mai il pantano dell’ex Hippodrome si trascina da un paio di amministrazioni: nel 2007 l’allora giunta Pizzolitto aveva approvato il Piano particolareggiato di iniziativa privata formulato dai tecnici della proprietà, all’epoca la Ducale srl di Mantova. Piano la cui previsione di scadenza veniva fissata nel 2017. A ridosso di scadenza nulla è stato attuato. Prevedibilmente decadrà: frattanto la Cinquestelle immobiliare ha formulato altri interessi, restando sempre nel settore commerciale, prescritto dal Prgc.

Dunque si va verso il deposito di un nuovo Piano particolareggiato oppure di una variante allo stesso. Aspetti che a breve verranno meglio precisati. Non resta che attendere la nuvola di polvere che cancellerà l’obbrobrio di cemento, restituendo un territorio e un paesaggio per troppo tempo rimasti ostaggio del degrado.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo