Entro metà giugno pronto l’ascensore che porta al Castello di Gorizia: «I primi mesi gratis»

Il sindaco Ziberna: «Si potrà usare l’impianto di risalita come un autobus. Il nostro obiettivo è il rilancio turistico»
Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 14.04.2021 Lavori ascensore Castello © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 14.04.2021 Lavori ascensore Castello © Foto Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. Diciannove giugno. C’è anche una data cerchiata di rosso sul calendario. Entro quel termine, infatti, dovranno essere ultimati i lavori di realizzazione dell’ascensore al Castello. Poi, si dovranno effettuare gli ultimi adempimenti di rito e definire i dettagli per la gestione. Ma, entro l’estate, si potrà salire e scendere.

«Per i primi mesi – annuncia il sindaco Rodolfo Ziberna – l’utilizzo dell’impianto di risalita sarà gratuito e organizzeremo iniziative per far riscoprire il castello e il suo borgo soprattutto ai goriziani. Non è più il momento delle polemiche: l’opera c’è, e dobbiamo fare il possibile perché rappresenti un valore aggiunto e richiami ancora più turisti. Mai come oggi dobbiamo unire le forze per aiutare la città a ripartire e l’ascensore deve essere inserito in quest’ottica.

È evidente - prosegue il sindaco – che, in questo momento, il nostro principale pensiero è rivolto alle tante attività economiche in difficoltà, se non a rischio chiusura e appena possibile attiveremo un tavolo, peraltro già ipotizzato dall’assessore al Commercio Roberto Sartori, in occasione del Giro d’Italia, per decidere insieme le iniziative che, sfruttando eventi e novità, come quella dell’ascensore, possano aiutare la ripresa di negozi, bar, ristoranti e servizi artigianali. Questo è l’obiettivo principale e ogni opera, ogni intervento, sarà collegato a questa finalità. I goriziani potranno usare l’ascensore come fosse un autobus».

La storia del cantiere, come si sa, è stata alquanto travagliata. Con colpi di scena a ripetizione, tant’è che più di qualcuno aveva iniziato a pensare che aleggiasse una sorta di maledizione su quel cantiere che pareva non decollare mai. L’ultimo sviluppo (fortunatamente superato) a metà ottobre. Durante i lavori, era stato scoperto quello che, tecnicamente, viene definito un “proiettile performante di obice 149-40”, lungo circa 60 centimetri, risalente alla Prima guerra mondiale.

Si trattava di un residuato bellico di fabbricazione italiana, rinvenuto dagli operai dell’impresa che stava (e sta) eseguendo i lavori di realizzazione dell’impianto di risalita. L’area era all’interno delle mura, vicino al Bastione fiorito e a poca distanza dalla zona in cui, qualche mese prima, vennero rinvenuti gli scheletri che però si trovano fuori dalla cinta muraria. La bomba era riemersa dal terreno in cui si stava realizzando la tromba del secondo ascensore.

La scoperta era avvenuta a metà settimana, di sera, e i tecnici comunali del settore Lavori pubblici avevano subito allertato forze dell’ordine e Prefettura. Tutto si era risolto in pochissime ore perché la bomba era stata rimossa, già nella mattinata successiva, in grande velocità e in silenzio, con il coordinamento della Prefettura. Ma non vanno dimenticate le disavventure di due ditte fallite, il rinvenimento di un muro medievale, il sottosuolo che ha restituito decine di scheletri e ha bloccato, di fatto, il cantiere. Insomma, una lunga scia di sventure. —

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