Si scopre pittore a 90 anni, gli amici allestiscono una mostra a sorpresa con le sue opere
A villa Dora di San Giorgio di Nogaro aperta la rassegna di Carlo d’Agostino: «Reinterpreto così la mia vita»

Il volo e la scrittura sono solo due delle passioni di Carlo d’Agostino, classe 1936, nato a Genova, cresciuto a Milano ma monfalconese da oltre 50 anni, fra gli esperti della storia dell’aviazione in regione raccontata in oltre 25 libri pubblicati, pioniere dell’aeromodellismo italiano, giornalista e collaboratore di testate nazionali e de Il Piccolo ma anche regista di documentari. Da oggi anche pittore le cui opere sono esposte nella mostra “Novanta: i colori del tempo” allestita fino al 15 all’Infopoint di Villa Dora a Giorgio di Nogaro, dove d’Agostino vive da più di un anno.

«La pittura mi permette di reinterpretare il mio vissuto in un linguaggio nuovo», ha sottolineato durate la vernice a sorpresa, orchestrata dai figli all’insaputa anche della moglie Carla Volpe. La passione per il volo è nella vita di Carlo da sempre ed è diventa la professione a Milano nel settore aviazione delle Assicurazioni Generali.

Una vita sempre in viaggio lungo il Paese. Fra le compagnie aeree nel suo portafoglio anche la Mistral Air di proprietà di Carlo Pedersoli, alias l’indimenticato Bud Spencer. Contemporaneamente a fine anni ’50 inizia a collaborare con il quotidiano La Notte. Entrato come correttore di bozze, avrebbe voluto continuare come giornalista, ma il padre si oppose: una professione non sicura. Dal 1959 iscritto all’Ugai- Unione Giornalisti aerospaziali italiani, collaboratore di riviste nazionali di settore è uno dei primi iscritti all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1972 pubblica per Mondadori il primo libro sull’aeromodellismo ne seguiranno molti altri per prestigiosi editori.

Lo spostamento del settore aviazione nel 1975 a Trieste coincide con il trasferimento, prima a Sistiana e poi a Monfalcone con Carla, incontrata alle Generali e sposata nel 1963 e i figli Oscar, Luca e Alfonso. In regione da subito si dedica alla studio e valorizzazione sia della produzione dei velivoli Cant nei cantieri di Monfalcone, sia alla difesa della storia dell’aeroporto di Gorizia dove, durante il secondo conflitto mondiale, aveva sede la celebre pattuglia del 4° Stormo, comandata dal Duca d’Aosta. Sulle piste in erba, fino agli anni ’60 e all’ampliamento dello scalo di Ronchi dei Legionari, atterravano e decollavano i DC8 del traffico commerciale.
Un impegno storico culturale, che è proseguito fino a circa 10 anni fa attraverso pubblicazioni, mostre e organizzazione di conferenze. Esperto di aeromodellismo, per una decina di anni ha curato una rubrica su come costruire velivoli sul popolare settimanale Corrierino dei Piccoli. A metà anni ‘80 è stato giudice dei campionati mondiali di questa specialità tenutisi nel capoluogo isontino. Appassionato di fotografia e cinema è stato nei primi anni ’50 uno dei fortunati possessori di cinepresa a 8 mm, con la quale ha realizzato un documentario “C’era una volta un piccolo naviglio”, presente su youtube.

Molti i riconoscimenti fra questi il Premio Rotondi del Politecnico di Milano e il Diploma d’Onore del Premio Letterario Aerospaziale dell’Associazione Arma Aeronautica. Tante passioni e talenti di cui i figli sono degni eredi, nel giornalismo, la fotografie e scrittura.
Appassionato di tecnologie, oggi alla presenza sui social preferisce colori e pennelli. I soggetti, realizzati con la tecnica dell’acquerello, variano da temi astratti a paesaggi naturali o urbani, con originali presenze animali e umane. L’esordio artistico di Carlo dimostra che la creatività non ha età.
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