
Esplosione a Pasqua a Trieste: 22 persone sfollate dal condominio inagibile, ancora ricoverata la donna ferita
Il Comune ora si è fatto carico, con la disponibilità della Caristas, di coloro che non avevano trovato una soluzione in autonomia: sette le persone ospitate in albergo, le altre da parenti o da amici
L’esplosione che ha coinvolto lo stabile al civico 16 di via Baiamonti e la successiva evacuazione della palazzina hanno costretto 22 persone a trovare una soluzione abitativa di emergenza, un posto letto dove trascorre le notti fino a quando non verrà ridata l’agibilità agli appartamenti dove hanno vissuto fino alla scorsa domenica.
Per garantire a tutti una sistemazione di emergenza sono intervenuti i Servizi Sociali del Comune. Che, coinvolti nell’immediatezza dal vice comandate dalle Polizia locale Paolo Jerman, hanno trovato una soluzione attraverso la Caritas.
La realtà diocesana ha messo a disposizione delle camere all’hotel Alabarda.
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È lì che ora sono ospitate sette persone: una famiglia con un figlio e due coppie, tutti molto scossi e provati dal grave evento che li ha coinvolti. Un’ottava persona, che inizialmente aveva espresso la necessità di un alloggio, poi non ha fruito della proposta.
Le altre 14 persone evacuate hanno trovato rifugio in autonomia, qualcuno da parenti, altri da amici. I tempi, tra le verifiche per accertare le cause dell’esplosione, prima, quelle per stabilire la sicurezza, poi, e gli interventi necessari a rendere, infine, nuovamente abitabili quegli appartamenti, non saranno brevi.
La deflagrazione, il fuoco, il fumo e poi l’acqua hanno danneggiato alcune degli alloggi, che andranno risistemati.
Finestre sventrate e macerie sul ciglio della strada: le foto da via Baiamonti, il giorno dopo

















L’assessore alle Politiche sociali Massimo Tognolli, ricordando come «non è la prima volta che il Comune interviene per dare una soluzione in emergenza dopo che dei condomini sono rimasti coinvolti da eventi analoghi», spiega che attualmente «è attivo un appalto per la pronta reperibilità di una assistente sociale che valuti la situazione prima telefonicamente e poi, se necessario, recandosi sul posto».
Nel caso di via Baiamonti «non c’è stato bisogno – fa presente Tognolli – perché le comunicazioni hanno seguito la linea gerarchica, ma nell’arco del 2026 vogliamo formalizzare delle modalità standardizzate di ingaggio dei Servizi sociali, per rendere gli interventi in caso di emergenza ancora più efficienti, così da fornire pronte risposte ai cittadini».
Per ora le 7 persone restano all’hotel Alabarda, a carico del Comune, poi se la situazione dovesse protrarsi nel tempo verranno valutate altre soluzioni.
Resta ancora ricoverata la cinquantaseienne di origini kosovare intossicata e ferita a causa dell'esplosione. La signora, che abita accanto all'appartamento scoppiato, ha inalato il monossido di carbonio ed è stata travolta da un muro. Le sue condizioni purtroppo non sono in miglioramento.
Fa difficoltà a respirare e ha vari traumi all'addome, alla schiena e alle gambe. Nella serata di ieri, domenica 5 aprile, è stato dimesso il figlio: aveva avuto un malore dopo aver visto la madre in quelle condizioni.
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