Il Sigillo del Consiglio regionale agli Esposti amianto

La presidente Pasutto e l’associazione ricevuta per il riconoscimento: «Il sogno è chiuderla ma con il killer debellato»

Santina Pasutto premiata dal presidente Mauro Bordin
Santina Pasutto premiata dal presidente Mauro Bordin

«Celebriamo una giornata di riflessione e di grande significato civile, dedicata al ricordo di tutte le persone che hanno perso la vita o hanno visto compromessa la propria salute a causa del lavoro». È con queste parole che il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha aperto la cerimonia di conferimento del Sigillo del Consiglio regionale a Santina Pasutto, presidente dell’Associazione Esposti Amianto di Trieste, in occasione della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. «Donne e uomini che hanno svolto la propria attività con impegno e dignità – le parole di Bordin – sono stati esposti a rischi che non avrebbero mai dovuto correre. A loro e alle loro famiglie va il nostro pensiero più sincero».

Il riconoscimento premia l’impegno di un’associazione che da decenni rappresenta un punto di riferimento per lavoratori, familiari e cittadini in cerca di assistenza, ascolto e tutela. «Il Friuli Venezia Giulia conosce bene il peso di questa tragedia», aggiunge il presidente ricordando come la storia industriale della regione, in particolare quella legata alla cantieristica navale di Monfalcone e Trieste, abbia lasciato una pesante eredità in termini di esposizione all’amianto.

Ma il ricordo deve tradursi in responsabilità e azioni concrete. Da qui il richiamo all’impegno della Regione, che negli ultimi anni «ha adottato misure strutturali per affrontare il problema: dalla mappatura digitale dei siti contaminati ai contributi economici per cittadini, imprese ed enti impegnati nelle attività di bonifica e smaltimento».

Particolarmente toccante l’intervento di Pasutto che, dopo aver ringraziato il presidente e il Consiglio regionale, ha ricordato la propria esperienza personale: «Sono la moglie di una vittima dell’amianto e sono un’esposta». Fondata nel 1997, l’associazione Esposti Amianto contava quasi 500 iscritti nel 2003, numero cresciuto negli anni fino a raggiungere 1.500 soci, provenienti dalle principali realtà produttive delle province di Gorizia, Trieste e di parte del Friuli. «In questi vent’anni – il racconto in aula di Pasutto – ho visto troppe persone lasciarci, ho visto famiglie distrutte e ho sempre cercato di essere presente ogni volta che qualcuno aveva bisogno». Guardando al futuro il sogno della presidente, che poi racchiude tutto il senso della battaglia portata avanti, è questo: «Chiudere questa associazione. Non perché manchino i soci, ma perché questo killer non ci sarà più».

 

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