Grado dice addio a Ettore Pigo, lo chef che cucinava per i vip
Sabato il funerale a Sant’Eufemia. La carriera iniziata al ristorante Colussi: tra i suoi ospiti Giovanni Paolo II, attori, reali, calciatori

È scomparso a 87 anni Ettore Pigo, uno chef fra i più noti a livello nazionale e internazionale, che ha fatto la storia della raffinata gastronomia locale ma e si è imposto a livello internazionale preparando pietanze per tanti personaggi noti. Tra questi Papa Giovanni Paolo II al quale ha fatto assaggiare le seppie col nero e compagnate da polenta, la Regina Elisabetta II e il principe Filippo, Ronald Reagan e Michail Gorbaciov (questi ultimi due a Venezia assieme ad altri Capi di Stato), la Regina di Savoia (per questa una cena tricolore con passato di carote, gamberetti alla rucola e San Pietro in gremolata), i soprano Maria Callas e Anna Moffo, le grandi Anna Magnani, Awa Gardner e Abbie Lane ma anche Richard Burton, Elisabeth Taylor e Sean Connery (quest’ultimo al Mariott Marquise di New York), Tinto Brass, Gina Lollobrigida e Ira von Furstenberg.

Ha preparato speciali piatti anche per il cardio-chirurgo Christiaan Barnard e per personaggi televisivi e sportivi come Mike Bongiorno, Roberto Baggio, Gustavo Thoeni, Alberto Tomba, Gianni Rivera, Sandro Mazzola, Helenio Herrera. Pigo, come spiega la moglie Ardea (lascia anche i figli Fabio e Gabrio) è stato colpito da polmonite batterica fulminante. Una importante carriera, dunque, iniziata al ristorante Colussi di Grado nei primi anni ’50. Si forma quindi professionalmente come chef in brigate di cucina di alto livello, prima al Grand Hotel Excelsior al Lido di Venezia, poi in Svizzera all’ Hotel Bellevue di Losanna e quindi all’Hotel Reginella Isabella d’Ischia.
Negli anni ’60 si trasferisce a Milano per lanciare, assieme a Giuseppe Cipriani, il Ristorante Gourmet (creato dal Cavalier Alemagna e all’epoca considerato uno dei migliori ristoranti d’Europa), di cui è stato chef dal ’64 al ’69. Per rimanere vicino alla famiglia, negli anni ’70 e ’80 Pigo alterna stagioni estive a Grado, all’hotel Al Bosco, con stagioni invernali nei principali alberghi della Val Badia Innamorato, però, dell’alta cucina, ritorna a fine anni ’80 a Venezia, prima Dall’ Amelia, poi al Graspo De ‘Ua, il Ristorante La Fenice, e infine alla Locanda Cipriani a Torcello. Durante questo periodo, ha rappresentato in svariate occasioni l’Accademia della Cucina Italiana, tra cui serate di gala alle Torri Gemelle di New York e il pranzo dei Capi di Stato durante il Vertice G7 a Palazzo Grassi nel 1987 a Venezia. Negli anni ’90 è invece chef all’hotel Ai Duchi di Trieste.
È stato quindi fautore nel 1991 assieme al maître Giacomo Rubini, della riapetura del Grand Hotel Astoria di proprietà Trihotels facente parte del gruppo Tripcovich (per l’inaugurazione ha preparato un super buffet 800 ospiti). Conclude la sua carriera nei primi anni 2000 lanciando il ristorante Al Golf Club di Grado. I funerali saranno celebrati sabato 17 gennaio alle 11 nella basilica di Sant’Eufemia muovendo dalla cappella del cimitero dove si potrà salutare l scomparso dalle 9. Nel necrologio è precisato che chi volesse onorarne la memoria è invitato a fare delle offerte a favore del Ricreatorio Spes.
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