Ex pescheria, bocciata l’ipotesi del soppalco
| Il soprintendente Rezzi: «Non è possibile una modifica degli spazi» |
L’assessore Maurizio Bucci ci imbastisce la battuta: «Dovremo assoldare qualche artista dei vetri di Murano che realizzi una struttura completamente trasparente. E porre l’obbligo di ingresso solo in pantaloni...» Perché la Soprintendenza ha detto no alla creazione di un soppalco nell’ex Pescheria, quello che il sindaco Dipiazza inizialmente aveva prospettato per farci i congressi. Epperò potranno essere realizzati «piani praticabili, precari e rimovibili, che non incidano sulle strutture architettoniche e tali da garantire la piena lettura della spazialità e trasparenza dell’edificio monumentale».
Così la lettera con cui il soprintendente Stefano Rezzi ha risposto al Comune, che mirava a vedere riconsiderato il vincolo posto sull’edificio «limitandolo alle sole facciate». Le considerazioni di Rezzi sono articolate. «Non è accoglibile sia la proposta di riconsiderare la consistenza del vincolo, sia quella di attuare una modifica definitiva della spazialità del Salone con la creazione di nuovi livelli praticabili», premette il soprintendente. «Purtuttavia, in considerazione di un nuovo utilizzo dell’immobile quale sede per manifestazioni di vario tipo», «potrà essere valutata compatibile» con il regime di tutela «la realizzazione, legata agli specifici avvenimenti programmati, di piani praticabili precari e rimovibili, che non incidano sulle strutture architettoniche» per non negarne appunto la lettura della spazialità.
Se per l’assessore Franco Bandelli la posizione della Soprintendenza è un motivo in più per considerare l’ipotesi di Palazzo Carciotti quale centro congressi, Dipiazza già di recente ha detto che il centro congressi «da febbraio sarà funzionante all’ex Pescheria» precisando che «non verranno costruiti soppalchi, ma sarà installato un impianto di amplificazione e verranno collocati tendaggi» mentre la struttura verrà completata da due sale e un ristorante da ricavarsi nell’ex magazzino vini. Intanto Bucci sul tema congressi argomenta: «Si grida al lupo, ma ricordo che il primo piano della Stazione marittima, dove i congressi sono ospitati, resta comunque a disposizione. Cosa diversa è se vogliamo cambiare registro e puntare ad altri tipi di congressi: dobbiamo allora prendere atto che il comparto non ha funzionato, ma non perché al pianterreno della Marittima ci sono le crociere». E il Carciotti? «Un ragionamento: viviamolo come tale, c’è l’interesse a vedere se quel sito è opportuno».
p.b.
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