Faceva prostituire le figlie minori: sei anni

Condannata la mamma che sfruttava le due ragazzine d’accordo col compagno, già oggetto di una precedente sentenza



Alla fine il conto della giustizia è arrivato. E pesante: sei anni di reclusione e 14 mila euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali, per la madre che faceva prostituire le due figlie di 14 anni, di cui una con disagio psichico. Si tratta di una dominicana di 43 anni, di cui omettiamo le generalità per non rendere identificabili le due ragazze vittime, adesso ormai maggiorenni.

La vicenda, su cui aveva investigato il pm Federico Frezza (attualmente procuratore facente funzioni a Trieste), risale ad alcuni anni fa: tra il 2011 e luglio del 2013. Ora il processo si è concluso con la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale in composizione collegiale (presidente il giudice Laura Barresi).

Erano stati sia gli agenti della Squadra mobile sia i Carabinieri a occuparsi del caso. Gli investigatori avevano scoperto che la donna, in accordo con il compagno (condannato a due anni di reclusione con l’aggiunta dell’espulsione dal territorio nazionale per cinque anni), aveva sfruttato le figlie quattordicenni. I clienti venivano procacciati attraverso annunci e foto su internet. La madre e il convivente si dividevano poi gli incassi.

Ma la drammatica realtà della famiglia dominicana è ben più complessa: anche la donna era stata obbligata dal convivente a vendere il proprio corpo. Ed era stata proprio lei, esasperata dalle minacce e dai pestaggi del compagno, a riferire tutto alla Polizia. Racconti confermati dalle due quattordicenni, poi prese in carico dal Tribunale dei minorenni e affidate a istituti in regione e fuori regione. È così che era partita l’intera inchiesta del pm Frezza.

L’indagine aveva accertato che la dominicana, per quanto lei stessa vittima, aveva precise responsabilità sull’accaduto: nella primavera del 2018, infatti, il gup Giorgio Nicoli l’aveva rinviata a giudizio.

Era proprio la madre a spiegare alle figlie come comportarsi con i clienti durante gli incontri. Le due ragazzine venivano chiuse nelle stanze della casa (dove peraltro gli investigatori avevano rinvenuto anche cocaina) e obbligate ad aver rapporti con chiunque. A fine giornata la mamma si faceva consegnare gli incassi per conto del compagno. Ma, come è emerso dalle indagini, anche per conto proprio, in particolare dopo l’arresto dell’uomo.

Alla pena di sei anni di carcere e ai 14 mila euro di multa, per la donna condannata si aggiungono anche l’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni e strutture pubbliche e private frequentate prevalentemente da minori. L’interdizione è estesa da qualsiasi pubblico ufficio per tutta la durata della pena. —



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