Ferriera, i sindacati attaccano Dipiazza e Lippi

La giunta comunale, sollecitata dal vicesindaco di An Paris Lippi, dà una svolta politica alla vicenda della Ferriera e trancia quel segmento di discorso fatto fin qui dal sindaco Dipiazza che da un lato ha tuonato «chiudo la fabbrica per motivi di salute pubblica» e dall’altro ha firmato coi sindacati e con l’assessore regionale al lavoro Cosolini un accordo teso a ottenere la bonifica dagli attuali inquinamenti e la prosecuzione dell’attività (con successivi ammonimenti all’acquirente in attesa degli sviluppi, il gruppo Arvedi).


«No» all’autorizzazione integrata ambientale il giorno 30 in Regione se non ci sono tutte le garanzie sanitarie» e «no anche ad Arvedi perché a Servola non deve più stare una fabbrica siderurgica» è adesso la posizione della giunta comunale, così come espressa da Lippi, e i sindacati reagiscono con stupore e fastidio: «I mille lavoratori li assumerà Dipiazza in Comune» taglia corto Luciano Bordin, segretario Cisl. «Parlare così senza alcun progetto di reinserimento del personale è solo aria fritta» risponde intanto Luca Visentini della Uil. E Franco Belci della Cgil sbotta: «O ci prende in giro il sindaco, o la giunta, o tutti e due, comunque entrambi prendono in giro i lavoratori».


I ragionamenti poi sono più estesi. Belci stesso aggiunge: «Se prende piede questo atteggiamento pregiudiziale, che supera l’intento concordato col sindaco e la Regione di puntare a un’azienda con dati di emissioni nei limiti di legge, cambia lo scenario e dunque ci aspettiamo da Dipiazza una seconda convocazione pari alla prima, e nel contempo non si capisce tutto questo fervore di riunioni, questo clamore sulle analisi e le centraline, e tutto il resto. Spero che questa di Lippi sia una sparata elettorale - conclude Belci -, e comunque non gli fa onore, se invece è opinione sostanziale il Comune ci presenti un piano di ricollocazione dei dipendenti che abbia qualche patente di serietà e concretezza».


Così Visentini ricorda che «il gruppo Arvedi avrebbe in programma la dismissione della cokeria, il che già eliminerebbe la più gran parte di emissioni diffuse, questa espressa da Lippi sarà anche la posizione politica del Comune, o un richiamo agli impegni elettorali - dice -, ma noi non ci spostiamo di una virgola: attendiamo gli ultimi dati, vogliamo verificare se l’impresa intende farsi carico del risanamento, e comunque ricordiamo che bonificare quell’area per altri scopi significa prevedere milioni e milioni di euro per le bonifiche che attualmente nessuno ha». «Politicamente - ragiona Bordin - sono posizioni che il Comune può benissimo prendere e mantenere, ma noi restiamo fermi al fatto che è meglio fare un accordo. Se però questa è la legittima posizione della politica locale, allora ci dicano come occuperanno mille persone. Dire ’’chiudiamo’’ è facile». Oggi intanto riunione tra Azienda sanitaria e Ferriera per dare il via ai controlli sulle concentrazioni di inquinanti e la salute nei lavoratori e l’eventuale accumulo di diossina misurato nel latte delle neomamme di Servola.

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