A Gorizia il festival del Folklore premia il Sud America: successo per il colorato Ecuador

Il gruppo si è aggiudicato il riconoscimento del pubblico al termine della parata lungo le vie del centro

Laura Blasich
Il gruppo vincitore dell’Ecuador (Marega)
Il gruppo vincitore dell’Ecuador (Marega)

È stato il gruppo, coloratissimo e capace di trascinare il pubblico, dell’Ecuador ad aggiudicarsi il Premio Simpatia del 53° Festival mondiale del folklore. A vincere la scommessa di spostare al tardo pomeriggio del sabato la parata conclusiva sono stati però gli organizzatori, l’associazione Etnos, con in testa il presidente Stefano Minniti, che alla Capitale europea della Cultura ha voluto regalare un’edizione su cinque giornate e con diverse novità. Scommessa vinta ieri anche contro il maltempo che aveva costretto giovedì e venerdì a ricorrere al Teatro Verdi.

La sfilata, iniziata puntualissima alle 19 da corso Italia, è stata capace di coinvolgere la città con i suoi colori e musiche da tutto il mondo. Nel centro di Gorizia hanno raccontato tradizioni e storie lontane le pitture e i canti, le danze e i costumi tribali del gruppo proveniente dalla Papua Nuova Guinea, ma anche la danza coinvolgente di quello arrivato dall’Ecuador, accompagnata dal suono andino dei flauti.

L'allegria dell'Ecuador conquista il Festival del Folklore a Gorizia

Lungo il centro di Gorizia è rimbalzato il suono dei bastoni dei portoghesi di Porto e e si sono fatti sentire i ciprioti del Nord con i loro costumi e le tradizioni di matrice turca, ma assieme così mediterranee. Il Kyrghizistan ha incantato con la sua eleganza già asiatica, ma capace di evocare gli orizzonti dell’Asia centrale, e l’Armenia con il suo ballo atletico che mima lo scontro tra i giovani. Tanti applausi per la Sardegna con la sua danza che è un cerchio tra uomini e donne che non si spezza mai.

La parata è stata però anche vetrina della ricchissima tradizione del territorio goriziano e regionale, e di quello sloveno, pure presente con alcune realtà, ancora in ottima salute come ha dimostrato la presenza di alcuni giovanissimi componenti della Banda di Castions di Strada e poi dei Danzerini di Lucinico. Il lungo corteo è stata comunque aperto dalla bandiera di Go!2025 portata da alcuni scout e dagli sbandieratori di Cori che ancora questa mattina, alle 11, daranno spettacolo ai Giardini pubblici di corso Verdi.

La formula adottata da Etnos, una novità di quest’anno che ha visto la manifestazione allagarsi su cinque giornate, sembra essere piaciuta davvero: tante le persone lungo il percorso della parata e poi in piazza Vittoria dove tutti i gruppi si sono esibiti. L’obiettivo degli organizzatori era del resto quello di contribuire ad animare il sabato pomeriggio della Capitale della cultura. La giornata di ieri è stata comunque anche la più lunga. Già alle 9 l’ha aperta il 49° Congresso di tradizioni popolari, quest’anno dedicato al tema “Matrimoni, tradizioni perdute, conservate, recuperate”.

L’ultima oggi, che non dovrebbe fare i conti con il meteo avverso, inizierà appunto alle 11 ai Giardini pubblici di corso Verdi, una delle location dell’edizione 2025 del festival, con il concerto della banda austriaca e l’ultima esibizione degli sbandieratori di Cori. Alle 19.30 la manifestazione si sposterà in piazza Vittoria per il concerto prima del gruppo irlandese Irish & More e poi, dalle 21, per quello del gruppo Gospel Saint Lucy Gospel & Sand of Gospel. A dirigere i 50 elementi del complesso vocale Alessandro Pozzetto. È con questo appuntamento, un vero e proprio omaggio alla città, come l’ha definito il presidente di Etnos Minniti, che il Festival mondiale del folklore darà appuntamento al 2026, per rinnovare ancora una volta la valorizzazione di un patrimonio condiviso, capace di essere un linguaggio universale di amicizia e dialogo. —

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