Fiera alla Camera di commercio Un costo di 90 mila euro l’anno

La gestione del quartiere fieristico di via della Barca passa da Udine e Gorizia Fiere alla Camera di Commercio Venezia Giulia. Già proprietaria dell’area, la Cciaa Vg ora la gestirà con la propria società in house e pensa già di rilanciarla con nuovi progetti. Viene spontaneo chiedersi se lo farà con una parte di quei 15 milioni che nell’arco di dieci anni entreranno nelle casse dell’ente per la vendita dell’Azienda speciale porto di Monfalcone all’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico orientale, visto che il sindaco della Città dei Cantieri, Anna Maria Cisint, si è affrettata a chiedere che quel denaro venga investito sul territorio monfalconese.
Scenari economici a parte, la questione, per il momento, è prettamente tecnica. In una nota la Camera di Commercio Venezia Giulia la spiega in questi termini: «Le disposizioni normative che impongono l’obbligo normativo di utilizzare società partecipate che “…svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altra società partecipata…” (articolo 20, comma 2, lettera C, TU 175/2016 sulle Società a partecipazione pubblica) hanno creato l’obbligatorietà della decisione della Giunta camerale di uscire da Udine e Gorizia Fiere. Fortunatamente l’esperienza pluriennale nell’organizzazione di fiere internazionali come, ad esempio, Oliocapitale e Triestespresso Expo attraverso l’azienda speciale camerale Aries, consentirà di garantire un ampio ventaglio di esposizioni di alto livello».
Al momento i padiglioni di via della Barca ospitano solo due fiere all’anno: Expomego e Pollice Verde, ma l’intenzione della Cciaa Fvg sembra quella di ampliare l’offerta.
«La necessità di poter utilizzare un comprensorio fieristico di proprietà – ha poi commentato il presidente camerale, Antonio Paoletti – per organizzare saloni espositivi di qualità, si sposa appieno con le indicazioni normative e la necessità di disporre di spazi idonei per dar vita a progetti fieristici ai quali Aries e la costituenda società House Camera di Commercio Venezia Giulia sta lavorando da tempo. Nel comprensorio fieristico goriziano potranno essere, invece, organizzate esposizioni di settore nuove e con ampie potenzialità di attrazione turistiche sul territorio goriziano».
La costruzione del quartiere fieristico risale al 1976 e dal 2005 è sotto la gestione di Udine e Gorizia Fiere. La superficie complessiva è di 42.987 metri quadrati (compresi i 4.216 mq del parcheggio) e l’area coperta dai padiglioni A, B, C, D e dalla centrale termica è di quasi 9 mila metri quadrati.
Dal canto suo il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, nota: «C’è sicuramente la necessità di rivisitare il ruolo del quartiere fieristico perché oggi è decisamente sotto utilizzato e va aperto un confronto sulla possibilità di accentuare il carattere internazionale delle iniziative fieristiche. Non solo. Credo che la struttura abbia grandi potenzialità per un suo utilizzo polifunzionale e, considerando il fatto che dovranno essere effettuati degli interventi di adeguamento, sarà questa anche l occasione per un approfondimento sulla sua funzione futura».
Secondo dichiarazioni recenti dello stesso sindaco Ziberna, il costo annuo per l’ordinaria manutenzione, le tasse e le utenze della Fiera si aggira tra gli 80 e i 90 mila euro e i padiglioni hanno bisogno di interventi di manutenzione urgente per circa 350 mila euro. Tutte spese, che secondo il primo cittadino non sono giustificabili per un solo paio di eventi all’anno. Sempre Ziberna ha ricordato che per una ristrutturazione generale servirebbero invece tra i 4 e i 5 milioni di euro. C’è già chi guarda ai 15 milioni legati alla vendita dell’Azienda speciale porto, ma prenderli sa lì sembra in ogni caso utopico. —
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