Filo spinato in Istria, nota di protesta della Provincia di Gorizia

E' stata presentata dal presidente della Provincia Enrico Gherghetta la lettera che è stata recapitata al presidente del Consiglio della Repubblica di Slovenia, Miroslav Cerar, a proposito della scelta di posizionare una barriera di filo spinato lungo la fascia confinaria con la Croazia in Istria. Una missiva in cui si esprime profondo malcontento per questa decisione. "E' con profondo rammarico che mi vedo costretto a protestare vivamente con Lei per la decisione del suo governo di posizionare la barriere di filo spinato lungo la fascia confinaria con la Croazia in Istria - scrive Gherghetta in una lettera che è stata concordata dalla Giunta e presentata in Consiglio provinciale -. L’installazione del reticolato è un’iniziativa sconvolgente e contraria a tutto quello che è stato fatto, detto, sostenuto, affrontato con non poche difficoltà, nel corso degli ultimi anni. Siamo riusciti, tutti assieme, a demolire muri e confini, a sconfiggere i fantasmi del passato. Capisco che la gestione dell’imponente flusso migratorio di questi ultimi mesi non è solo una questione della Repubblica Slovena, molti paesi hanno militarizzato i confini per dare la sensazione ai cittadini di un effettivo controllo, ma stiamo parlando di donne e uomini che fuggono dalla guerra, dalla miseria, dalla disperazione".
Aggiunge Gherghetta: "Cosa ci rende diversi dai trafficanti di uomini, dai signori della guerra se non la capacità di accogliere e aiutare chi ha bisogno di protezione? L’idea di Europa per cui abbiamo tanto lavorato non è quella di un’Europa che agisce solo in autotutela, non l’Europa delle banche e della finanza. I reticolati sono un’onta allo spirito europeo, sono un’offesa alle donne e uomini che hanno voluto e vogliono un’Europa di pace e accoglienza, rappresentano il rifiuto e la paura di quelli che per diffidenza definiamo “gli altri”. Per questo chiedo di rivedere una decisione così odiosa, chiedo di rimuovere la barriera di filo spinato che, oltre a respingere i migranti, torna a separare la popolazione che già tanto ha sofferto".
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