Fiume, no ai debiti a rischio i restauri dell’ex Zuccherificio e della nave di Tito

Quasi un pozzo senza fondo. Per il restauro del palazzo barocco dell'ex Zuccherificio fiumano e della nave che fu l'hotel galleggiante di Josip Broz Tito, il Galeb, il sindaco socialdemocratico di Fiume Vojko Obersnel ha proposto al consiglio comunale un indebitamento per 44 milioni di kune, poco meno di 5,5 milioni di euro. Ma il parlamentino municipale a sorpresa non ha accettato, congelando così l'accensione del mutuo alla Zagrebačka banka (Banca di Zagabria), un prestito agevolato in quanto la prima delle 120 rate andrebbe versata il 31 gennaio 2022, con interesse all'1,25%. Senza i 44 milioni di kune però il palazzo e la nave, beni in regime di tutela nazionale, non possono essere sottoposti a quei lavori di ristrutturazione necessari per poterli presentare, come previsto, come simboli del progetto Fiume capitale europea della Cultura 2020.
Era stato lo stesso Obersnel a confermare per il restauro un investimento complessivo di 114 milioni di kune (15,4 milioni di euro). Ben 69 milioni di kune (9,3 milioni di euro) sono arrivati a fondo perduto dall'Ue, il resto spetta alla Città. Fiume è riuscita ad assicurare 100 mila euro tramite il Fondo per il cofinanziamento dei progetti comunitari a livello locale e regionale, e 1,83 milioni di euro sono giunti dalla tassa sui monumenti. Ma Obersnel ha ammesso che i costi sono aumentati: «Il progetto di valorizzazione è nato 4 anni fa – così Obersnel – e da allora tante cose sono cambiate, in peggio, nel settore edile croato. Moltissimi lavoratori se ne sono andati all'estero, la qualità dei lavori è mediamente più bassa e per portare a termine una commessa in modo soddisfacente le spese sono salite in modo esponenziale. Così è successo con l’ex Zuccherificio e con il Galeb. Il palazzo e la nave, che abbiamo unito in un piano di valorizzazione comune, dovranno creare in futuro posti di lavoro e opportunità in campo turistico–culturale».
Mentre quello che è definito il più bell'edificio in stile barocco lungo le coste orientali dell'Adriatico dovrebbe venir restaurato entro l'inizio dell'estate 2020, sono tanti i dubbi sull’ex nave di Tito. Per la ristrutturazione i fondi stanziati dal Comune erano stati insufficienti, il che aveva fatto fallire la prima gara. Per la seconda, a posta aumentata, il denaro dovrebbe bastare, ma si sono persi mesi preziosi. Per gli esperti il Galeb – trasformato in museo galleggiante – non sarà pronto prima dell'ultimo trimestre 2020, a progetto di Fiume capitale della Cultura agli sgoccioli.
A opporsi al mutuo di 44 milioni di kune sono stati 18 consiglieri comunali, contro 18 favorevoli. La seduta decisiva del consiglio cittadino si terrà il 24 luglio. Se la proposta del sindaco venisse definitivamente respinta, il Comune dovrà restituire a Bruxelles i 14 milioni di kune (1 milione e 891 mila euro) già ritirati, pagando per i fondi non fruiti una penale che potrebbe toccare il 20% dell'investimento totale. Altri 55 milioni di kune resteranno così nelle casse comunitarie: ciò significherebbe l’addio al restauro del Galeb, mentre per finire i lavori all'ex Zuccherificio (effettuati finora a metà) la Città dovrà stanziare circa 5,5 milioni di euro. —
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