Flussi turistici rallentati a Gorizia: «È un periodo di stanca. Siamo ai livelli 2024»

Lovato (Confcommercio) non fa drammi: «Calo fisiolofico dopo Go!2025. Guardiamo con fiducia al maxi-investimento in aeroporto. Grande opportunità»

 

Francesco Fain
Turisti a Gorizia
Turisti a Gorizia

«Come sta andando il turismo a Gorizia? Siamo tornati ai dati del 2024».

Il vicepresidente per il settore Turismo di Confcommercio Alessandro Lovato non ha mai fatto troppi giri di parole e non lo fa nemmeno in questa occasione.

Ma, nonostante la differenza fra la situazione attuale e la sbornia della Capitale europea della cultura e degli arrivi a frotte in città, non si fa prendere dal pessimismo cosmico. Tutt’altro. E guarda «con attenzione e fiducia», ad esempio, al maxi-investimento da un miliardo di euro per produrre l’idrovolante WF-X Waterfall all’aeroporto Duca d’Aosta.

Dati in flessione     

Ma andiamo con ordine. Lovato ammette che, dal punto di vista dei flussi turistici, Gorizia sta conoscendo una fase di “stanca”. Peraltro, basta essere un osservatore delle dinamiche cittadine per accorgersi che il movimento è leggermente scemato.

«Ma - aggiunge - tutto ciò era abbastanza nelle corde. È un momento di flessione e di riflessione. Va anche detto che questo periodo, storicamente, non è mai stato “pieno”. Sono mesi un po’ così. Siamo tornati ai numeri che registravamo nel 2024, prima della Capitale europea della cultura, ma non c’è nulla di drammatico. Non poteva che essere questa la situazione, c’era da aspettarselo, non mi stupisco più di un tanto».

Peraltro, il “suo” albergo (il Grand hotel Entourage) è pieno a metà. «Anche se ci sono giornate in cui il bilancio è migliore, altre in cui i numeri delle presenze si abbassano. Oggi, si vive di turismo last minute. Il livello di programmazione è molto scarso».

L’appello

Lovato, insomma, invita tutti a non fare drammi. Ma chiede all’amministrazione comunale, agli enti, alle associazioni che la guardia venga tenuta alta, continuando a promuovere il territorio e ad organizzare eventi: l’unica maniera affinché Gorizia diventi, anche nel post Go!2025, una città autenticamente turistica.

«La Capitale europea della cultura ha portato investimenti ingenti. Ora, dobbiamo essere bravi noi a metterli a frutto. Il futuro lo costruiamo noi, ogni giorno, ma finalmente abbiamo una maggior consapevolezza delle nostre potenzialità. Ecco perché sono convinto che il 31 dicembre 2025 non si sia spento l’interruttore su Gorizia: la Capitale europea della cultura è stata un punto di partenza, non certamente un punto di arrivo».

Il maxi-investimento

Il vicepresidente per il settore Turismo di Confcommercio va oltre. E afferma di seguire «con grande attenzione» l’evolversi del maxi-progetto che interesserà l’area dell’aeroporto Duca d’Aosta. «È anche troppo bello per essere vero. Mi auguro che tutto vada a compimento perché, dal nostro punto di vista, può attivare un tipo di turismo business che può portare benefici evidenti e importanti anche al nostro settore. A sentire le riflessioni del sindaco Ziberna parliamo di un insediamento industriale che può essere una svolta per il territorio. Mi auguro davvero che il progetto possa realizzarsi».

Nel frattempo, c’è stato anche un altro sviluppo. Importante. Il Piccolo ha appena dato conto della “quasi acquisizione” dello storico e iconico Albergo Transalpina da parte del gruppo Visconti che vuol realizzare una sorta di foresteria per docenti universitari. «Qualsiasi proposta che arricchisce l’offerta, è arricchente per noi e per la città intera. I vecchi dicevamo che “i soldi portano i soldi” e sono perfettamente d’accordo».

Infine, un riferimento alla prossima introduzione della tassa di soggiorno. «Al di là delle quote introdotte, l’importante sarà anche decidere come destinare al meglio quegli introiti». —

 

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