Fondo D’Annunzio, Ritossa dona altri volumi storici

RONCHI DEI LEGIONARI. È ancora l'ex consigliere regionale Adriano Ritossa ad essere protagonista di nuove donazioni per la creazione, a Ronchi dei Legionari, di un fondo dedicato a Gabriele D'Annunzio.
Una sezione che avrebbe dovuto aprire già da tempo, potendo contare anche su documenti e testimonianze della marcia su Fiume.
Si tratta, questa volta, del volume “Anni Incendiari 1909-1919; il decennio che sconvolse l’arte e il pensiero, la storia e la vita”, a cura di Marcello Veneziani, saggista di livello nazionale che fa comprendere come in quel decennio si uccise il passato e si posero le basi per sconvolgere il futuro.
A questo Ritossa ha aggiunto due pezzi “storici”, praticamente introvabili anche sul mercato librario antiquario.
E' “Il sudore di sangue, dalla frode di Versaglia alla marcia di Ronchi”, di Gabriele D’Annunzio, edito da “La Fionda”, a Roma, nel 1930, dove il poeta riporta tutti gli eventi antecedenti alla marcia su Fiume” e “La reggenza italiana del Carnaro - Disegno di un nuovo ordinamento dello stato libero di Fiume”, sempre di D’Annunzio, edizione “Il Vittoriale” a cura della biblioteca di propaganda e dell’unione spirituale D’Annunzio.
«Mi si dice un vero pezzo raro – racconta Ritossa - essendo stata la tiratura dell’epoca ridotta a sole 120 copie. Così come si può vedere, si tratta di una edizione degli anni Venti che contiene al suo interno un documento autografo di D’Annunzio che di fatto è un inno al lavoro, con tutta probabilità scritto si dallo stesso, ma sotto l’influsso di De Ambris, anima sindacale del dannunzianesimo. A questo punto – continua - confido di aver fornito un modesto contributo a supporto delle iniziative che il Comune vorrà porre in essere a ricordo degli eventi storici».
«Molto interessante, sotto l'aspetto storico, a riprova della pluralità del pensiero e di quanti gravitavano attorno il mondo dannunziano, l'inserto contenuto nel libro “La reggenza del Carnaro”, nel quale si trova un'ode autografa di D'Annunzio al lavoro. Spesso mi sono richiamato alla stratificazione storica degli eventi ed alla loro contestualizzazione – conclude Ritossa – e per tale motivo ho consegnato anche il libro di Marcello Veneziani». (lu.pe.)
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