Premio Luchetta 2026, tutti i nomi dei vincitori della XXI edizione: il tema è l'infanzia negata e trasformata in bersaglio
La giuria presieduta da Marco Damilano assegna i riconoscimenti ai reportage che raccontano i drammi dei minori, dalla Cisgiordania al Myanmar fino allo sharenting. Appuntamento al Teatro Miela di Trieste dal 20 al 22 novembre

Il filo spinato che sbarra l’accesso alle scuole in Cisgiordania, lo sguardo spaventato dei bambini che cercano rifugio in una trincea in Myanmar, la monetizzazione selvaggia dei minori esposti sulle piattaforme digitali e l'invisibile trafila di sfruttamento dei migranti nepalesi fino a Trieste. È un quadro drammatico, ma tracciato con straordinario rigore d’indagine, quello offerto dai reportage vincitori della XXIII edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta.
I sette lavori premiati dalla giuria, presieduta da Marco Damilano e composta tra gli altri dal presidente di Assostampa Fvg Carlo Muscatello, sono uniti da un unico filo rosso: la denuncia di un’infanzia a cui viene negato il tempo della tutela per essere trasformata in strumento, risorsa da sfruttare o bersaglio di guerre convenzionali e d'influenza digitale.
«Sono molto felice dei premi assegnati quest’anno per la qualità dei racconti e la sensibilità dei giornalisti che restituiscono la dignità del racconto ai piccoli», ha commentato Marco Damilano. «In questa pluralità il premio Luchetta si conferma voce unica e necessaria nel panorama del giornalismo internazionale».
La manifestazione, promossa dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin nel solco dell'eredità morale della troupe Rai uccisa a Mostar nel 1994 e di Miran Hrovatin, accenderà i propri riflettori al Teatro Miela di Trieste dal 20 al 22 novembre, in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
I reportage ed i giornalisti premiati
I riconoscimenti della XXIII edizione sono stati assegnati a diverse categorie d'inchiesta:
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TV News: Giammarco Sicuro (TG3, Rai) per il servizio in Cisgiordania che documenta la resistenza civile ed educativa dei bambini palestinesi di fronte alle intimidazioni dei coloni.
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Stampa Italiana: Chiara Nardinocchi (La Repubblica - Visual Lab) per l'inchiesta data-driven sul fenomeno dello sharenting e la sovraesposizione commerciale e psicologica dei minori online.
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Reportage: Giulia Bosetti con Umberto Colferai (Spotlight, RaiNews24) per l'indagine nel Catatumbo (Colombia) sui bambini arruolati dalle milizie e impiegati nella produzione di cocaina.
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Radiofonia: Anna Maria Selini (Altreconomia) per il podcast in sei puntate “Bambini senza pace”, focalizzato sui traumi e la vita dei minori tra Israele, Territori occupati e tendopoli di Gaza.
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Stampa Internazionale: Maksym Dudchenko, Lina Ivanova, Marian Chupak, Ihor Yushchenko, Yevheniia Motorevska, Ilya Lozovsky ed Elena Loginova per l'inchiesta transfrontaliera sul programma russo "Yunkor", mirato a indottrinare e arruolare 5.000 ragazzi ucraini per la propaganda del Cremlino.
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Rotta Balcanica: Annalisa Camilli (Internazionale) per l'articolo “La nuova rotta che passa da Trieste”, incentrato sullo sfruttamento e sulle carenze dell'accoglienza statale per i migranti nepalesi.
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Fotografia: Fabio Polese (El País) per lo scatto che ritrae i bambini in Myanmar in cerca di riparo all'interno di una trincea di fortuna.
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