Frattini: l’Iran a Trieste. La Russa: decida l’Ue

Il ministro della Difesa: «Niente pressioni unilaterali, ogni decisione va presa tra i Ventisette»
La Russa
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TRIESTE L’Iran rischia di diventare una sorta di «convitato di pietra» al prossimo incontro del G8 con i Paesi della regione afgano-pakistana a Trieste. «L'Italia rispetta l'Iran, la sua sovranità e ne riconosce il ruolo importante sul piano regionale, a partire dall'Afghanistan alla cui stabilizzazione l'Iran può dare un contributo particolarmente utile, auspicabilmente già a partire dalla riunione del G8 a Trieste la settimana prossima».


Il ministro degli Esteri Franco Frattini non molla e ribadisce così l'invito a Teheran a partecipare alla conferenza dei ministri degli Esteri del G8. «È in questo spirito positivo e costruttivo - ha proseguito il ministro - che l'Italia ritiene sia pertanto nell'interesse dell'Iran stesso di adoperarsi per ricercare una stabilità interna che sia condivisa con la società civile, sostenibile e coerente con le grandi tradizioni di civiltà del Paese». «Con la violenza e la repressione - ha aggiunto- non si progredirebbe su questa strada positiva che l'intera comunità internazionale sta auspicando». Ed ha concluso ricordando che «il diritto alla salvaguardia delle vite umane viene prima di ogni altra cosa».


Ma nel governo italiano c’è già una spaccatura. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, infatti, condanna quanto sta avvenendo in Iran, ma invita il mondo politico italiano e il governo, prima di tutto, a «non assumere atteggiamenti unilaterali». A proposito dell'appello, che arriva anche da parte dell'opposizione, a non invitare l'Iran al G8 di Trieste come risposta all'azione repressiva del governo di Teheran sugli studenti, La Russa ricorda che l'Italia «fa parte di un contesto internazionale ben preciso e cioè fa parte dell'Unione europea, della Nato, etc, etc». Pertanto, aggiunge, «il governo deve prima concordare una posizione all'interno dell'Europa e con gli altri organismi sovranazionali senza assumere atteggiamenti unilaterali».


«È arrivato il momento che l'Unione Europea assuma un'iniziativa politica forte, si adoperi per far cessare la gravissima repressione in corso a Teheran e offra il suo sostegno a tutte quelle voci che chiedono il riconteggio delle schede. Il governo italiano, in assenza di una risposta adeguata da parte delle autorità iraniane, valuterà atteggiamenti di estrema fermezza anche in vista del Vertice di Trieste». Così il ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi «sposa» la tesi esposta da La Russa. «L'Europa - conclude Ronchi - ancora una volta assiste inerte al dramma del popolo iraniano» conclude.


Anche l’opposizione fa sentire la sua voce. «Visti i drammatici e tragici sviluppi della repressione del dissenso a Teheran di queste ultime ore, il governo dovrebbe soprassedere circa la possibilità di coinvolgere l'Iran alla riunione del G8 di fine mese» a Trieste. Lo dice Marco Perduca, senatore radicale eletto nelle liste del Pd. «La rabbia nei confronti del Regime iraniano potrebbe esser diretta - sottolinea Perduca - anche nei confronti dell'Occidente, sempre troppo cauto quando si parla dei mullah, e divenire sempre più violenta per la disperazione dell'isolamento. Frattini ci ripensi».


E a complicare la situazione c’è un’altra dichiarazione di Frattini. «L'Italia non si sottrarrà agli sforzi internazionali di assistenza umanitaria», ha dichiarato il responsabile della Farnesina in attesa di ccordinarsi con i colleghi europei e ha intanto «dato istruzioni» all'Ambasciata d'Italia a Teheran di «accogliere ed assistere i manifestanti feriti ove vi fosse richiesta e bisogno di assistenza». Frattini approfondirà questi aspetti mercoledì a Stoccolma, in occasione del suo incontro con il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt, presidente di turno dell'Ue a partire del primo luglio.


A fronte di una simile situazione internazionale, ma soprattutto a fronte del caos che imperversa in Iran, se Teheran a Trieste firmasse qualsivoglia accordo relativo all’area afgano-pakistana ciò apparirebbe come un primo passo verso la collaborazione con l’Occidente. Insomma, una sorta di piccola vittoria dell’opposizione che sta protestando nelle città iraniane dopo le elezioni presidenziali.


Per quanto riguarda la presenza al G8 di Trieste del segretario diStato Usa, Hillary Clinton il «giallo» permane. Fonti del Dipartimento di Stato sostengono che sabato l’operazione al gomito fratturato di Hillary è pefettamente riuscita, ma ribadiscono con chiarezza di «non essere ancora in grado di confermare o smentire la presenza del segretario di Stato al G8».
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