Trieste dice addio a Fulvio Misan, storico libraio del Ghetto: aveva 87 anni

La libreria, fondata negli anni Trenta, ora continua la sua attività in piazza Vecchia con il figlio Nicola: «Mi ha trasmesso l’amore e la passione»

Micol Brusaferro
Nicola e Fulvio Misan (foto archivio Lasorte)
Nicola e Fulvio Misan (foto archivio Lasorte)

Un appassionato di libri da sempre, un grande lavoratore capace di trasmettere al figlio quell’amore per i volumi che ha contraddistinto la sua vita. È morto nei giorni scorsi, a 87 anni, Fulvio Misan, per anni alla guida della libreria Achille in piazza Vecchia, che continua la sua storia con il figlio Nicola.

È proprio lui a tracciare un ricordo del padre. «Ha iniziato da giovane a lavorare qui – racconta – subito dopo le superiori, seguendo le orme del padre Achille, fondatore dell’attività. Da allora è stato sempre legatissimo a questo negozio, qui è venuto fino a qualche mese fa, magari per trascorrere qualche ora durante il giorno. Quando arrivava e si sedeva, era sereno, perché incontrava vecchi clienti o semplicemente respirava il profumo dei libri, della carta e già questo lo faceva sentire bene». Era il suo mondo fatto di libri antichi e carte geografiche.

La libreria, fondata da Achille Misan con il fratello Giuseppe negli anni Trenta, inizialmente aveva sede nella vicina via del Riborgo, l’attuale via del Teatro Romano. Il nome originario era “Libreria del Ghetto”, strettamente connessa con la storia della zona, diventata nel tempo anche un luogo apprezzato per collezionisti di stampe e libri antichi.

Tra i momenti più intensi a livello commerciale figurano gli anni Ottanta e Novanta, quando la libreria era un punto di riferimento per i libri scolastici nuovi e usati o per i famosi Bignami. E Fulvio Misan era sempre presente per rispondere alle numerose richieste della gente, e dei ragazzi in particolare.

«C’era tanta affluenza, – spiega Nicola – in un’epoca ben diversa da quella attuale, perché non c’era il web e il cartaceo era ancora fondamentale. Il via vai era continuo». Quella passione per il commercio e per la libreria, Fulvio Misan l’ha condivisa anno dopo anno anche al figlio, «era un uomo severo, ma anche generoso e molto buono – racconta anche Nicola – con una grande etica lavorativa. Sempre molto attivo, non si stancava mai. Mi ha trasmesso quell’amore e quella passione per i libri, e per la libreria, che mi accompagna ancora adesso, ogni giorno».

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