Gestione dell’accoglienza diffusa L’unica offerta copre solo 10 posti

Fumata nera. L’unica offerta pervenuta alla Prefettura di Trieste per la gestione del servizio di accoglienza diffusa dei migranti mette a disposizione solamente 10 posti a fronte di una richiesta di 700. La proposta è stata presentata dalla Cooperativa sociale Desy di Castel San Giorgio in provincia di Salerno, la commissione prefettizia dovrà comunque valutarla anche se «non soddisfa le richieste, o meglio le soddisfa in maniera ridotta», come spiega il prefetto Valerio Valenti. Il quale annuncia comunque l’intenzione di avviare una nuova procedura, anche se una decisione verrà presa solamente nei prossimi giorni.
Dalla Cooperativa Desy, che opera nell’accoglienza diffusa da sei anni in molti comuni italiani, fanno sapere che «con la rimodulazione delle tariffe giornaliere da 35 a 21,35 euro a migrante decisa dal Viminale non si riesce comunque a dare un servizio idoneo a 360 gradi. Noi riusciamo a offrire 10 posti perché abbiamo una struttura di proprietà e questo ci consente di ammortizzare i costi».
Le decisioni su come operare adesso verranno prese al termine della valutazione dell’offerta, in ogni caso il servizio procederà intanto in proroga con gli attuali gestori: Ics e Caritas. Gianfranco Schiavone, presidente di Ics, ribadisce che «sono bandi impossibili perché nessun ente può fare una proposta seria. Il mondo è grande e gli scenari sono i più vari ma emerge che anche questa, che era a tutti gli effetti una gara europea, è andata di fatto deserta. L’amministrazione deve prenderne atto e capire che non si può andare avanti con delle proroghe». Nelle prossime settimane dovrebbe anche esprimersi il Tar del Lazio in merito ai ricorsi presentati da numerose realtà dell’accoglienza di tutta Italia sui bandi predisposti in base alle linee guida volute dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Con i decreti sicurezza del governo Lega-5 Stelle la spesa al giorno pro capite per migrante è stata ridotta da 35 euro a 21,35. Il bando della Prefettura prevedeva un costo di 10,9 milioni di euro per l’accoglienza di 2.800 richiedenti asilo in 24 mesi con una media di 700 presenze sul territorio. L’importo di 21,35 euro previsto dal Viminale deve tener conto del pocket money di 2,5 euro al giorno, della tessera telefonica da 5 euro una tantum e del kit da consegnare all’arrivo del migrante con il vestiario e i prodotti per l’igiene personale. A questi costi vanno poi aggiunti quelli per il personale, i trasporti, i pasti, l’appartamento e i prodotti per la pulizia della casa e dei vestiti.
Quello di Trieste non è l’unico bando sull’accoglienza diffusa che sta avendo delle difficoltà: come emerge dalla ricerca di ActionAid e Openpolis le prefetture hanno dovuto ripetere le gare più volte. Tre a Reggio Emilia e a Savona, due a Firenze, Varese, Milano, Pistoia, Modena, Forlì-Cesena, Ferrara e in Valle d’Aosta. Si tratta però di uno studio parziale, basato sui dati pubblicati da Anac e dunque con un ritardo rispetto alle gare. —
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