In Aula a Trieste il ricordo di Giorgio Rossi: «Gli dedicheremo qualcosa in città»

Prima seduta dopo la morte dell’assessore. Via all’iter del bilancio partecipativo

Francesco Codagnone
Giorgio Rossi (Lasorte)
Giorgio Rossi (Lasorte)

«Mi sembra impossibile di non vederlo più qui seduto accanto a me». Tratteneva le lacrime a fatica il sindaco Roberto Dipiazza, rientrato in Consiglio comunale per la prima volta dopo che quell’aula aveva ospitato la camera ardente di Giorgio Rossi.

«Il mio assessore», come lo chiama ancora il primo cittadino, aprendo i lavori con un sentito ricordo dell’alleato e amico. «È stato con me 25 anni, un fratello. Abbiamo passato momenti straordinari insieme e cambiato la città: dalle Rive alla Gvt, da San Giacomo alla Bianchi». Una «capacità incredibile» di amministrare la cosa pubblica e risolvere i problemi, quella di Rossi, cui il sindaco auspica di «poter dedicare qualcosa in città: cosa, lo decideremo assieme, destra e sinistra, in memoria di quell’uomo incredibile che era Giorgio».

Le Rive, il Batiscafo, le grandi mostre: Trieste dà l’addio a Giorgio Rossi, assessore visionario
Giorgio Rossi fotografato da Massimo Silvano

Un banco vuoto, quello di Rossi, cui tutti hanno rivolto la mente iniziando l’ultima seduta del Consiglio comunale prima della pausa estiva. In tutto un paio d’ore di lavori, partendo dalla fase dedicata alle domande d’attualità. Accanto a quelle che hanno trovato risposta (dal verde al muro crollato in via Giulia) restano inevase quelle escluse dal presidente Francesco Panteca, in quanto ritenute “non attuali”: la sospensione di Schengen con la Spagna (varata dal Governo l’altro giorno), il bando per l’assunzione di tre nuovi dirigenti (gli esami non sono neanche iniziati) o l’emergenza incendi (i focali ancora latenti).

Dopo la commemorazione di Rossi si è quindi passati alla fase deliberativa, proceduta senza particolari dibattiti: tutte o quasi le misure proposte avevano già parere tecnico favorevole. Passate a maggioranza senza discussione.

Dal Salone degli Incanti ai grandi eventi: i progetti lasciati in eredità dall’assessore Rossi per Trieste
Giorgio Rossi nell’auditorium del Revoltella

Il momento politicamente più delicato si è registrato nell’ultima parte della seduta, con l’avvio della discussione della proposta di Adesso Trieste di modificare lo statuto comunale per prevedere la possibilità di istituire il “bilancio partecipativo”. Un’iniziativa che in realtà figurava nel programma di Dipiazza già nel 2016 e nel 2021 ma che, alla fine, è stata portata in Aula proprio dai municipalisti (la prima firma è quella di Giorgia Kakovic), mettendo il centrodestra di fronte a un bivio politico: rinunciare a uno strumento in passato sostenuto più volte, o votare assieme al movimento più radicale del centrosinistra, peraltro a ridosso delle elezioni.

Trieste, al sindaco Dipiazza le deleghe di cultura e turismo: «Così onorerò Giorgio Rossi»
Il sindaco Roberto Dipiazza assieme a Giorgio Rossi (foto archivio Lasorte)

Ma cosa cambierebbe, se alla fine la proposta venisse approvata? In estrema sintesi, ogni anno una parte del budget del Comune verrebbe riservata per finanziare progetti elaborati direttamente dai cittadini con il supporto degli uffici comunali e la facilitazione delle Circoscrizioni; i progetti tecnicamente fattibili andrebbero poi messi ai voti della cittadinanza, così da formare una sorta di graduatoria di opere che l’amministrazione andrebbe poi a finanziare.

La situazione è complessa. La delibera richiede il voto di almeno due terzi dell’Aula (o, se non dovesse raggiungerli, in votazioni successive, ottenendo due volte la maggioranza semplice). Va da sé che i numeri del centrosinistra, da soli, non basteranno: il voto dovrà essere bipartisan.

Non a caso la delibera era in calepino dallo scorso novembre (dopo un iter nelle Circoscrizioni tutt’altro che lineare), ma è stata più e più volte rimandata fino a ieri, ora su richiesta di At ora su richiesta del centrodestra e, in particolare, del capogruppo di Forza Italia Alberto Polacco, in tutti questi mesi impegnato in una mediazione tra la sua maggioranza e l’opposizione per trovare la quadra. Una negoziazione proceduta a singhiozzii, viste le posizioni invise al resto della coalizione assunte dai forzisti (dall’asilo di Roiano alla cabinovia), ma che alla fine ha trovato spiragli di apertura nel centrodestra, disponibili a valutare la proposta a patto di introdurre una serie di modifiche volte a trovare il punto di caduta.

La discussione riprenderà dopo l’estate, dando seguito alla richiesta di sospensiva avanzata da Riccardo Laterza: «Un piccolo ma importante passo in avanti verso l’introduzione del bilancio partecipativo negli strumenti a disposizione del Comune. Restituire potere alle persone è essenziale per contrastare la disaffezione alla politica: lavoreremo con tutte le forze politiche disponibili per far sì che lo strumento sia introdotto come potenziamento delle Circoscrizioni, e non per sostituirle», ha detto il capogruppo di At.

Riproduzione riservata © Il Piccolo