Giorno del Ricordo, a Basovizza per il Governo ci sarà Nordio

Il ministro della Giustizia interverrà alle 10.30 alla cerimonia.Poi si sposterà alla stazione di Trieste per il treno storico

Piero Tallandini
L’omaggio alla Foiba di Basovizza della premier Giorgia Meloni un anno fa in occasione della cerimonia solenne del Giorno del Ricordo
L’omaggio alla Foiba di Basovizza della premier Giorgia Meloni un anno fa in occasione della cerimonia solenne del Giorno del Ricordo

Sarà il ministro della Giustizia Carlo Nordio a rappresentare il Governo lunedì nell’ambito delle cerimonie previste per commemorare il Giorno del Ricordo a Trieste. Nordio interverrà alle 10.30 alla cerimonia principale alla Foiba di Basovizza assieme alle massime autorità civili e regionali. La celebrazione in forma solenne in memoria dell’esodo giuliano dalmata e della tragedia delle foibe è organizzata dal Comune di Trieste e dal Comitato per i Martiri delle foibe.

L’omaggio sul Carso

Dopo l’omaggio al Monumento Nazionale sul Carso, alle 12 Nordio sarà presente anche alla Stazione ferroviaria per l’iniziativa intitolata: “Il Treno del Ricordo, l’esodo giuliano dalmata. Da Trieste a Taranto”. Il treno storico, che rientra nel programma preparato dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni del Giorno del Ricordo, ospiterà a bordo una mostra multimediale caratterizzata da allestimenti evocativi e inizierà il suo viaggio proprio da Trieste (il convoglio lascerà la Stazione martedì 11), per ripercorrere idealmente un altro viaggio, quello degli esuli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Il treno attraverserà quest’anno sette città italiane e arriverà a Roma il 16 febbraio, dove la mostra resterà aperta alla Stazione Ostiense nelle giornate del 16 e del 17. Oltre a Trieste e Roma, saranno incluse nell’itinerario anche Padova, Bologna, Napoli, Lecce e Sassari. Il treno sosterà due giorni in ogni stazione, per consentire una più ampia partecipazione sia delle scolaresche che dei cittadini.

La memoria

«Dopo la cerimonia alla Risiera del 27 gennaio, lunedì vivremo un altro momento molto importante con la commemorazione alla Foiba di Basovizza, Monumento Nazionale, come mi piace rimarcare con grande orgoglio – ha sottolineato il sindaco Roberto Dipiazza –. Sarà un momento significativo per rinnovare la memoria di cosa accadde in quei giorni di ormai 80 anni fa, quando le truppe titine arrivarono qui dando inizio alla tragedia che ben conosciamo».  Intanto ieri i consiglieri regionali della V Commissione hanno visitato i luoghi del Ricordo e della Memoria a Trieste: il Magazzino 26 in Porto vecchio, dove sono state riallestite le masserizie rimaste accatastate per oltre mezzo secolo al Magazzino 18, poi la Foiba di Basovizza e, infine, la Risiera di San Sabba.

Lo stato dei luoghi

«Le visite della V Commissione hanno permesso di approfondire tematiche di rilevanza storica e culturale – ha affermato Diego Bernardis (Fp), presidente della V Commissione, al termine della giornata –, portando le istituzioni a diretto contatto con luoghi simbolo. Le visite sono state utili anche per fare il punto sullo stato di questi luoghi di grande valore storico e recepire le istanze dei portatori di interesse». Presenti Andrea Carli (Pd), Markus Maurmair (Fdi), Enrico Bullian e Marco Putto (Patto per l’Autonomia), Marko Pisani (Ssk), Giuseppe Ghersinich (Lega), Laura Fasiolo (Pd).

Le masserizie degli esuli

In Porto vecchio i consiglieri sono stati accompagnati da Piero Delbello, direttore dell’Istituto regionale per la storia e la cultura istriano fiumano dalmata: «Siamo i custodi delle masserizie degli esuli. Questo è il luogo da cui non si può prescindere per ricordare l’esodo. 2 mila metri cubi di tutto quello che la gente ha portato con sé e non ha mai più ritirato. Stiamo lavorando per razionalizzare l’offerta culturale». Per il direttore «non si possono avere tutte le guide che servirebbero, visto l’altissimo numero di visitatori, ma stiamo creando percorsi alternativi grazie ai quali i visitatori possono essere informati in autonomia».

La tragedia delle foibe

«Sono trascorsi 80 anni da quel maggio del ’45 quando la tragedia delle foibe è giunta al suo apice – ha osservato il presidente della Lega Nazionale Paolo Sardos Albertini –. In poco più di un mese, 4 mila famiglie hanno visto scomparire un proprio congiunto. Una tragedia epocale che ha segnato il futuro di Trieste. Dopo l’istituzione del Giorno del Ricordo si parla di questi fatti con una libertà che prima non c’era».

 

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