Gli alunni “sfrattati” dalla Pascoli si ritrovano di nuovo senza sede

DUINO AURISINA
Tutto da rifare. A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, torna nel caos la situazione della scuola elementare Giovanni Pascoli di Sistiana, dichiarata parzialmente inagibile lo scorso ottobre per motivi di vulnerabilità sismica. In quell’occasione due classi erano state temporaneamente dirottate alla Dante Alighieri di Duino, con la prospettiva di tornare nella sede tradizionale con il nuovo anno scolastico.
Adesso, e cioè all’ultimo momento, il responsabile del Servizio di prevenzione e protezione (che è competente per le scuole dell’Altipiano) ha tuttavia bocciato la soluzione presentata come definitiva dalla giunta comunale di Duino Aurisina. Soluzione che doveva consistere nel far migrare le due classi nello spazio mensa della stessa Pascoli, dal momento che il refettorio si trova nella parte della struttura che è stata giudicata perfetta sotto il profilo della stabilità.
Tale decisione ha mandato su tutte le furie l’assessore comunale all’Istruzione, Stefano Battista: «Assieme alla sindaca Daniela Pallotta – spiega – avevamo sottoposto la nostra proposta a luglio, al responsabile del Servizio e alla dirigente scolastica Caterina Mattucci. Obiettivo era di evitare che si creassero situazioni di incertezza e incomprensione, nella preparazione di un anno scolastico già complicato di suo, per i problemi noti e legati ovviamente al coronavirus». E ancora: «In quell’occasione avevamo avuto il loro avvallo verbale – sottolinea con decisione Battista –, perciò adesso ci troviamo in un mare di guai per colpe non nostre».
Qualche giorno fa, infatti, la stessa Pallotta aveva comunicato ufficialmente che erano stati compiuti tutti i passi burocratici necessari per poter procedere con l’intervento vero e proprio: questo sarebbe dovuto consistere nell’alzare una parete divisoria all’interno della sala che fino allo scorso anno scolastico ospitava la mensa.
In questo modo si sarebbero dovute ricavare due aule, destinate appunto ad accogliere le classi sfrattate dall’ala dichiarata a rischio: trattasi di una trentina di alunni complessivamente.
Ieri invece l’improvviso e inatteso stop. «Avevamo effettuato anche due sopralluoghi – riprende a parlare l’assessore – alla presenza del responsabile e della dirigente, illustrando i dettagli dell’intervento: nessuno dei due aveva obiettato, il che ci aveva fatto pensare che tutto era a posto. Ora ricevo un secco “no”, con una lettera datata 28 agosto, cioè esattamente un mese dopo il controllo effettuato sul posto».
«Credo – prosegue Battista – che non ci sia bisogno di commentare un comportamento di questo tipo, anche perché come Comune ci siamo prodigati in tutti i modi, nel corso dell’estate, pur di individuare una soluzione. E adesso ci ritroviamo al punto di partenza. Mi preme ricordare a Mattucci che lei ha il compito istituzionale di organizzare le classi all’interno degli immobili che il Comune mette a disposizione. Pur comprendendo le richieste dei docenti, di cui è datore di lavoro, vanno considerate anche le necessità degli alunni e delle loro famiglie».
Chiamata in causa, la dirigente scolastica non vuole entrare nella polemica, ma spiega altresì con calma che «l’unico parere che conta è quello del responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, perciò ci dobbiamo adeguare. Non è possibile accontentare tutti e mi dispiace per l’amministrazione comunale, con cui abbiamo peraltro ottimi rapporti di collaborazione e che si è impegnata su questo fronte. Ma davanti a un diniego che arriva proprio dal tecnico chiamato a esprimere il parere definitivo, non possiamo fare altro che adeguarci».
Il problema è che adesso bisognerà cercare in fretta e furia una soluzione che metta tutti d’accordo. Il che non sarà facile, visti i tempi stretti e la necessità di rispettare le normative anti-Covid nell’allestimento degli spazi. —
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