Gli scarti della pesca da insidia per l’habitat a piatto “gourmet”

Ieri i ricercatori dell’istituto hanno spiegato l’importanza di valorizzare specie ittiche attualmente snobbate e di porre un limite agli sprechi
Foto BRUNI 03.07..2019 OGS: si parla di pesca nell'Adriatico
Foto BRUNI 03.07..2019 OGS: si parla di pesca nell'Adriatico



Cosa si può fare per limitare la pesca degli scarti di pescato che caratterizzano una parte fondamentale del nostro habitat sottomarino? È il tema affrontato ieri nell’appuntamento organizzato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – Ogs dal titolo “Scarto o assaggio”, ultimo appuntamento del ciclo “il mare nel piatto” .

«I prodotti ittici sono il nutrimento essenziale per più di tre miliardi di abitanti del pianeta – ha spiegato Rocco Auriemma, relatore della serata assieme a Bruno Cataletto – e sono perciò fondamentali per l’alimentazione del pianeta e nel corso degli anni la Fao ha tracciato i mari e anche la metodologia di cattura del pescato». Sono moltissimi gli strumenti a disposizione dei pescatori, sia professionisti che dilettanti: da superficie, da fondo, a mezz’acqua, a traino. Fra tutti, però, è la rete lo strumento da pesca più comune e quella a strascico genera l’impatto più forte sugli organismi marini.

Nel golfo di Trieste, hanno spiegato i due ricercatori, la pesca più comune è quella a circuizione, altrimenti nota con il nome di saccaleva, attraverso la quale il pesce viene racchiuso stringendo la parte inferiore della rete come se fosse un sacco, da cui il nome appunto di saccaleva. In ogni cattura però c’è una parte di scarto, quella che viene definita cattura accessoria, che viene eliminata dal pescato target, la parte cioè che verrà poi destinata alla vendita, caratterizzato da organismi preziosi per l’habitat marino.

Quali i metodi per limitarne la pesca? In prima battuta è necessario l’intervento di politiche adeguate, tese a instaurare delle aree marine protette – questo il pensiero dei ricercatori dell’Ogs – oppure con l’istituzione di divieti di pesca. Qualche strumento è in possesso anche degli acquirenti di prodotti ittici, cercando di escludere nella scelta tutte quelle specie di pesce dalla taglia inferiore a quella minima consentita dalla legge, oppure indirizzando la scelta verso specie ittiche che vengono solitamente scartate, rendendole appetibili in un mercato che ora tende a snobbarle. —



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