Gorizia, altri 39 arrivi: «Non ci sono spazi»

GORIZIA. «Nelle ultime ore sono arrivati altri 39 richiedenti asilo. Un numero considerevole. Gli spazi parrocchiali della Madonnina traboccano. Ormai, lì dormono un centinaio di persone. Stessa situazione al dormitorio in Piazzutta dove non c’è più spazio».
A tenere la contabilità dei nuovi arrivi è ancora una volta la Caritas diocesana. Anche se i numeri non collimano con quelli forniti dalla Prefettura, che sono più bassi. Mentre la Caritas parla di 130 persone ancora senza convenzione (e quindi senza un tetto), il viceprefetto vicario Antonino Gulletta fornisce un altro numero: sarebbero 86 le persone prive di sistemazione certa.
Su una cosa però Prefettura e Caritas concordano: non sono disponibili nuove strutture per dare un tetto ai migranti. «Le stiamo cercando affannosamente ma non c’è verso di individuarne una - la dichiarazione d’impotenza del viceprefetto vicario -. Oggi sono 86 i richiedenti asilo fuori convenzione. Certo, abbiamo vissuto situazioni peggiori ma è il caso di tenere alta la guardia».
Difficile, quasi impossibile anche che possa arrivare qualche pullman per trasferire in altre città d’Italia una quota dei richiedenti asilo senza sistemazione. «Non dobbiamo dimenticare che l’altro giorno 50 migranti hanno lasciato il Cara di Gradisca con destinazione centro Italia. Le richieste rivolte al ministero dell’Interno dalla Prefettura di Gorizia per alleggerire il territorio dal numero di richiedenti asilo erano state accolte da Roma ed era arrivata l’autorizzazione al trasferimento dei profughi di nazionalità afghana e pakistana in strutture di accoglienza d’Abruzzo e Umbria. È improbabile possa arrivare una nuova autorizzazione per altri trasferimenti: dobbiamo essere realisti», annota Gulletta.
Ieri intanto la Lega Nord ha tenuto un presidio per l’intera giornata davanti alla stazione ferroviaria di Gorizia. C’era anche il segretario provinciale del Carroccio Walter Sepuca che ha spiegato i motivi dell’iniziativa: «La pressione dei clandestini su Gorizia sta diventando insostenibile. Abbiamo organizzato questo presidio per dire no all’invasione. Non si può continuare a pesare su questa città. Non può essere una colpa il fatto di ospitare qui la Commissione».
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